Le farfalle di Damien Hirst: la Gran Bretagna resti nell’UE

L’artista inglese bandiera degli YBA prende posizione contro la Brexit con 3 maquette sul suo profilo Instagram. Con la scritta IN realizzata con collage di farfalle

Le farfalle di Damien Hirst contro la Brexit


Come sempre, a distinguersi per classe ed eleganza è stata lei, la Regina Elisabetta II: la quale, volendo mantenere il dovuto distacco da questioni di governo, ma tenendo al tempo stesso a che la sua personale posizione fosse nota, si è limitata – in una cena – a chiedere: “Qualcuno mi sa dare tre ragioni valide per cui dovremmo restare?”. Già, oggi è il grande giorno: la Gran Bretagna con un referendum deciderà se rimanere nell’Unione Europea o uscire. L’ormai stranota Brexit. Nelle scorse settimane si sono moltiplicate le prese di posizione, di molte vi abbiamo già dato conto, nell’ambito artistico quasi esclusivamente a favore della permanenza nell’UE.

BRITAIN TO STAY IN THE EU
Se dunque molti artisti – da Wolfgang Tillmans a Tracey Emin, ad Anish Kapoor – ci hanno messo la faccia, ora ne arriva uno che ci mette… le farfalle. È quasi inutile dirvi che si tratta di Damien Hirst: che ha voluto far conoscere la sua opzione pro-remain affidandosi a 3 maquette pubblicate sul suo account Instagram. Icastico, e decisamente diretto il messaggio: con le lettere “IN” costruite con dei collages di ali di farfalle che sono una delle cifre stilistiche del grande artista britannico. Accompagnate – le vedete nella fotogallery – da una didascalia che non lascia troppi dubbi: “Damien supports the campaign for Britain to stay in the EU and has created a design for @weareeuropeuk #infor #votein”…

Massimo Mattioli

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.