Daniel Buren alza le sue bandiere sul Palatino. Immagini in anteprima del progetto site specific romano

L’installazione fa parte dell’articolato progetto espositivo Par tibi, Roma, nihil, al via il 24 giugno in diverse sedi e siti archeologici della Capitale 

Daniel Buren, Domus Severiana, Roma
Daniel Buren, Domus Severiana, Roma

Dell’ampio progetto, nelle sue linee generali, parlavamo diffusamente già a fine aprile, quando fu presentato nella straordinaria cornice dello Stadio di Domiziano. Un evento diffuso in molte sedi e dislocato temporalmente tra giugno e novembre, per un’estate che Roma si prepara a vivere nel segno delle arti contemporanee, ma anche della grande bellezza archeologica, come per le migliori delle contaminazioni. Parliamo di Par tibi, Roma, nihil, sceneggiatura creativa composta da tante iniziative programmate per la Capitale da un pool di promotori come Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area centrale archeologica di Roma (come promesso, Francesco Prosperetti porta l’arte contemporanea nel cuore della città classica), Fondazione RomaEuropa, Nomas Foundation, Electa, con la cura di Raffaella Frascarelli, archeologa e collezionista d’arte contemporanea, fondatrice nel 2008 (insieme al marito Stefano Sciarretta) proprio di Nomas Foundation.

VISIBILE A CHILOMETRI DI DISTANZA
Con una mobilitazione di sedi che da sole forniscono più di una motivazione di interesse per tutti: dalle Arcate Severiane al Colosseo, la Crypta Balbi, la Domus augustana, Palazzo Altemps, lo Stadio di Domiziano, le Terme di Diocleziano (aula ottagona e aula x), la Terrazza della Domus Severiana, Villa Borghese, Villa Farnesina, Villa Medici. Non serve ora ricordare i vari step dell’articolato progetto: che vedrà fra i suoi momenti clou le grandi installazioni site specific ideate da tre artisti di caratura internazionale come Kader Attia nell’area della Domus Augustana, Sislej Xhafa tra l’Arco di Costantino e il Colosseo, e Daniel Buren, sulla terrazza che sovrasta la Domus Severiana nello strabiliante complesso dei Palazzi Imperiali. Un intervento, quest’ultimo, che sarà visibile a chilometri di distanza, persino dai Castelli Romani: noi ve lo facciamo vedere in anteprima, in attesa dell’apertura al pubblico prevista per il 24 giugno…

 Massimo Mattioli

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

1 COMMENT

  1. ORRENDA “Contaminazione” del patrimonio archeologico…rovina la vista del Foro dal Circo Massimo …tipico esempio di stupro del paesaggio, degno di uno stabilimento balneare anni 60-70…

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