Canada, OMA conclude l’ampliamento del Museo delle Belle Arti

Dopo la vittoria al concorso nel 2010, lo studio fondato da Rem Koolhaas ha ultimato l’intervento che cambia il volto del primo museo voluto dal governo del Québec, più di ottanta anni fa

Pierre Lassonde Pavilion OMA photography by Bruce Damonte
Pierre Lassonde Pavilion OMA photography by Bruce Damonte

Una lanterna urbana: questa la caratteristica dell’ampliamento appena terminato a Quebec City, Canada, dallo studio OMA, in collaborazione con i local architects Provencher Roy. I 14.900 mq vanno a sommarsi al preesistente Musée des Beaux-Arts, attualmente collocato in un edificio storico, tra il parco e la chiesa di Saint Dominique, e aumentano lo spazio espositivo esistente del 90%.

SCATOLE TRASPARENTI
Il padiglione consiste in una serie di scatole parzialmente trasparenti impilate a sbalzo: 3 volumi di grandezza decrescente, uno per le esposizioni temporanee (50m x 50m), uno per la collezione permanente di arte (45m x 35m) e uno, più piccolo, dedicato invece al design (42.5m x 25m). Progettata come un passaggio tra il parco e la Grande Allée, la nuova struttura serve da link, “proponendosi di tessere insieme città, verde e museo come un’estensione di tutti e tre contemporaneamente”, afferma Shohei Shigematsu, giovane partner a capo del progetto.

Pierre Lassonde Pavilion OMA photography by Bruce Damonte
Pierre Lassonde Pavilion OMA photography by Bruce Damonte

UNO SPAZIO LIBERATO
La struttura a sbalzo è supportata da un sistema reticolare in acciaio, che consente un layout senza pilastri interni, liberando lo spazio espositivo da ingombri strutturali: sequenze di spazi collegati da un’imponente scala elicoidale, che offrono viste sul parco. Passerelle e balconi collegano gli spazi espositivi temporanei e permanenti, mentre le terrazze sul tetto ospitano esposizioni e attività all’aria aperta. Come esito della disposizione impilata, inoltre, il volume superiore sporge di 20 metri sulla strada, creando una piazza urbana utile per le funzioni pubbliche del museo e fornendo l’accesso alle gallerie, al cortile e all’auditorium.

– Giulia Mura

www.mnbaq.org

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.