Rem Koolhaas si schiera contro Brexit. 300 esponenti del mondo dell’arte inglese firmano per restare in UE

L’endorsement dall’Olanda di Rem Koolhaas per Bremain ai microfoni della BBC. Cresce a quota 300 l’elenco dei firmatari della petizione per restare in UE: il mondo dell’arte e della cultura del Regno Unito si schiera in occasione del referendum

Rem Koolhaas a Venezia - foto Giorgio Zucchiatti, courtesy La Biennale
Rem Koolhaas a Venezia - foto Giorgio Zucchiatti, courtesy La Biennale

Rem Koolhaas fa l’endorsement a favore di Bremain. In questi ultimi mesi sono molti gli artisti e i creativi che hanno fatto coming out contro la “EU Leave Campaign” in Gran Bretagna, schierandosi contro quell’ondata di conservatorismo che, in questi giorni, ha avuto un drammatico quanto inaspettato clou dell’omicidio della parlamentare laburista Jo Cox.
In un’intervista alla BBC (nell’ambito dello show World Tonight) l’architetto di origine olandese ha commentato: “I sostenitori di Brexit credono che riporteranno l’Inghilterra a “com’era”, ma non si rendono conto di ciò che questo realmente significa”. Koolhaas ha studiato in UK tra gli anni Sessanta e Settanta e sostiene che l’ingresso nel 1973 nell’Unione Europea ha migliorato di molto il paese, creando una identità più moderna. La Londra che ricorda Koolhaas al suo arrivo, non era esattamente la Swinging London che tutti amano. L’Associazione degli Architetti per esempio spiega “aveva ancora le cameriere con i costumi vittoriani e le cuffie bianche. C’è molto di più in gioco che essere dentro o fuori dall’Europa.”

GLI “EUROSCETTICI”
La dichiarazione di Koolhaas non riflette la posizione dei suoi connazionali e dello stesso Mark Rutte, Presidente del Consiglio neerlandese, che dal 2010 si è dichiarato “euroscettico”. I politici olandesi, soprattutto dell’ala destra, considerano la Gran Bretagna addirittura come un baluardo contro le tendenze più protezionistiche di alcuni tra i più grandi membri dell’UE.
“L’Unione Europea è stata usata come capro espiatorio”, ha continuato Koolhaas, “sono le nazioni e i primi ministri che prendono le decisioni, ma a causa di questo mito negativo di Bruxelles sono poi in grado di dare la colpa all’UE per le scelte che essi stessi hanno contribuito a determinare”.

IL MONDO DELLA CULTURA SI SCHIERA
Ma la voce di Koolhaas, spiega James Coomarasamy della BBC, sembra essere sempre di più un’opinione rara in un Paese che sta riesaminando il proprio rapporto con l’Unione Europea. Nel frattempo cresce in Gran Bretagna il numero dei personaggi del mondo dell’arte e della cultura – quasi 300 – che hanno deciso di schierarsi contro Brexit: da Adam Broomberg  e Oliver Chanarin a Bob e Roberta Smith, da Cornelia Parker a Elizabeth Price, Gary Hume e Gavin Turk, Glenn Brown, Hans Ulrich Obrist, Jeremy Deller, Michael Craig Martin, Shaun McDowell, Anish Kapoor, David Chipperfield, Tacita Dean, Tracey Emin, Chris Dercon, Cornelia Parker, tra i moltissimi altri.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.