Basel Updates: Tanto cartongesso ad Unlimited, ma anche tante opere di rilievo

Era l’appuntamento con le opere di respiro museale, poi le pareti divisorie hanno ripristinato l’allure fieristico. Eppure Unlimited, ad Art Basel, riserva ancora qualche bella sorpresa. Ecco cosa abbiamo selezionato…

Art Unlimited, Art Basel, 2016
Art Unlimited, Art Basel, 2016

Unlimited, la sezione più spettacolare di Art Basel, non è più quella di una volta. E non è una battuta. Sono infatti ormai alcuni anni che la fiera ha deciso – i motivi sono facilmente intuibili: la presenza costa 19mila franchi a galleria – di articolare l’enorme spazio con metri e metri di cartongesso. Risultato: assomiglia molto a una fiera tradizionale. E così, dove prima potevano essere installati soltanto lavori museali di grandi dimensioni, ora è possibile anche mettere un film, una serie di piccole fotografie, dipinti di medie dimensioni e via dicendo. Forse però il punto più basso si era toccato l’anno scorso, mentre questa edizione – pur sempre zeppa di cartongesso – torna cautamente a guardare alle proprie origini. Complessivamente una novantina gli artisti esposti con altrettanti progetti, molti dei quali – la crisi morde ancora e le fiere della stagione che va a concludersi non hanno dato così tante soddisfazioni – datati e non concepiti per l’occasione.

LE PRESENZE ECCELLENTI
L’apertura, in trasparenza, è di Dan Graham (Lisson), mentre fra i progetti che ci hanno favorevolmente colpito c’è il tempio poggiato su bolle di vetro di Ai Weiwei (neugerriemschneider), le sculture mimate di Davide Balula (frank elbaz / Gagosian), la serie di disegni di Pablo Bronstein (Herald St / Franco Noero), il fronteggiamento fra i due battitori d’asta (presenti solo in audio) di Elmgreen & Dragset (Helga de Alvear), la storia americana riletta da Mike Kelley (Skarstedt), il meccanismo delle CCTV svelato da Rafael Lozano-Hemmer & Krzysztof Wodiczko (Carroll/Fletcher), il giardino impietrito di Hans Op de Beeck (Marianne Boesky / Continua / Krinzinger), la matita in equilibrio sulla sua punta grazie a un pazzesco sistema di telecamere e micromovimentatori meccanici di Steven Pippin (Gavin Brown), l’enorme e storico archivio di rifiuti flat di Dieter Roth (Hauser & Wirth), l’auto-remixing di James Turrell (OMR). Artisti italiani? Soltanto nomi ben saldi, ma con opere di livello altissimo: l’Encyclopedia Britannica cancellata da Emilio Isgrò (Tornabuoni), i cappotti di Jannis Kounellis (Sprovieri), la serie di microfoni affetti da effetti Larsen ed echi incantati di Gilberto Zorio (Lia Rumma). Trovate tutto nella fotogallery e nel nostro video…

-Marco Enrico Giacomelli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.

1 COMMENT

Comments are closed.