Angela Vettese è la nuova direttrice di Arte Fiera. A Bologna succede al duo Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni

Una scommessa impegnativa: dirigere una fiera d’arte da un po’ di anni in crisi identitaria, ma ancora con grande seguito di pubblico

Angela Vettese
Angela Vettese

Volendo cercare una chiave ironica, si potrebbe ricordare che a sostituire una donna alla direzione artistica di Arte Fiera – allora Silvia Evangelisti – furono chiamati due uomini Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni, e che ora a sostituire loro due arriva di nuovo una donna, una sola donna. Già, mentre gli occhi di tutto il mondo dell’arte sono già puntati, in tema fieristico, su Basilea, la vera e propria bomba arriva da Bologna: da dove BolognaFiere annuncia che il nuovo direttore della fiera felsinea sarà Angela Vettese. Una dimostrazione di estremo coraggio, da parte della studiosa, docente e critica d’arte, quello di accettare la sfida di prendere le redini di una rassegna in evidente debito di ossigeno identitario; coraggio del resto già dimostrato in passato accettando di fare l’assessore alla cultura a Venezia, poltrona tradizionalmente scomoda e comunque assai impegnativa.

IN PASSATO ANCHE ASSESSORE ALLA CULTURA A VENEZIA
Come farà una fiera d’arte? Impossibile a dirlo, data l’assenza di precedenti specifici. Certo, le premesse sono tutte nella direzione virtuosa: con un personaggio che non ha certo bisogno di troppe presentazioni, e certo non in questa sede, nell’immediatezza della notizia. Docente associato di Teoria e critica dell’arte contemporanea, Angela Vettese dirige il Corso Magistrale di Arti visive e Moda presso il Dipartimento del Progetto all’Università Iuav di Venezia. Fra molto altro ha diretto la Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Modena (2005-2008), la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano (2008-2009), ed è stata presidente della Fondazione Bevilacqua La Masa del Comune di Venezia (2002-2013). “Siamo felici che Angela Vettese abbia accettato di mettere la sua professionalità ed esperienza a disposizione di Arte Fiera“, ha dichiarato Antonio Bruzzone, Direttore Generale di BolognaFiere spa. “Un ringraziamento particolare va ai curatori Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti per l’importante lavoro svolto negli ultimi anni”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

3 COMMENTS

  1. Ahimè il problema della fiera di Bologna è la crisi di mercato dalla quale non pare si riesca ad uscire, a parte le speculazioni a tavolino sull’arte astratta e simili. L’ultima gestione sembrava dire: venite in questa fiera perchè qui potete fare l’affare. Con il risultato di una fiera senza coraggio,inattuale e separata dall’attualità. Bisognerebbe invece incentivare il mercato reale dando spazio ad una vera concorrenza in un sistema che è troppo ingessato, lasciando spazio a confronti meno protetti, proponendo uno scenario vario e meno succube di internazionalismi importati oltre che di nazionalismi ingombranti:
    stand con prezzi più accessibili per incentivare sopratutto quelle gallerie che non fanno speculazione, che non rivendono pezzi milionari e che sono alla ricerca di un pubblico reale e non solo dei soliti cinque sei sette aspiranti manovratori. Ma sarà adatta l’algida Vettese a dare tale prova di coraggio? considerata la sua carriera , mai fuori dalle righe, ne dubito.

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