Alberto Tadiello vince il concorso del Gruppo Mastrotto con Andrea Bruciati e Luca Beatrice in giuria. La sua impronta diventerà un monumento ad Arzignano

Alberto Tadiello vince il premio intitolato alla memoria dell’imprenditore Mastrotto. La sua opera diventerà un monumento in una piazza di Arzignano


È di
Alberto Tadiello il monumento che sarà realizzato in autunno al centro di una rotatoria di Arzignano, per celebrare la figura dell’imprenditore Arciso Mastrotto, fondatore quasi sessant’anni fa, in quello stesso comune in provincia di Vicenza, dell’omonimo Gruppo conciario, oggi leader a livello mondiale.
L’artista è risultato vincitore del concorso Arciso Mastrotto memoria e futuro, fortemente voluto dalla famiglia per celebrare il padre e ideato, circa 5 mesi fa, con il supporto organizzativo della curatrice Elena Dal Molin, fondatrice di Atipografia Associazione Culturale.
Come si è svolto il tutto? È stato consegnato un invito a 20 artisti emergenti del panorama nazionale e internazionale, dei quali 14 hanno risposto presentando il proprio progetto. Alla fine è stato Tadiello a convincere una giuria composta dai critici d’arte Andrea Bruciati e Luca Beatrice, da Santo e Bruno Mastrotto e dall’assessore alla cultura del Comune di Arzignano Mattia Pieropan. Tutti concordi nel dare questa motivazione: “Attraverso la metaforica impronta di una mano nell’argilla, l’artista ha voluto evidenziare il contributo della famiglia Mastrotto alla comunità di Arzignano, sottolineando il rapporto tra il passato e la storia protesi verso il futuro, aprendosi alle nuove generazioni”.

L’OPERA CHE VERRÀ REALIZZATA
Ora il progetto entrerà nella sua fase realizzativa, diventando una scultura in marmo alta oltre 2 metri che, riproducendo in scala l’impressione lasciata da una mano su una porzione di plastilina, vuole simboleggiare il gesto del fare che diventa materia. Grande soddisfazione anche per il vincitore del concorso, Alberto Tadiello, che così commenta: “Il lavoro di un artista non è poi così distante, così lontano dalla trama di pensieri e desideri che cova nella vita di un grande imprenditore… mi interessa molto il possibile ponte tra questi due mondi. E penso che la stretta, l’impressione scultorea che sto progettando, racconterà anche di questo”. La Giuria ha, inoltre, assegnato una menzione speciale ai progetti e alle idee di Diego Soldà e Federico Traverso. Il primo, per un’opera che ricorda volutamente anche un albero: simbolo archetipo della vita che cresce, simbolo di immortalità perché i suoi semi continueranno a vivere, legame concreto con la terra e con il territorio. Il secondo, per il cambio di prospettiva: Infatti, vista da una parte, l’opera lascia vedere il disegno di una mano tesa verso l’alto, emblema del futuro; vista dall’altra, mostra il volto di Arciso Mastrotto e, quindi, simbolicamente anche il concetto di memoria.

www.mastrotto.com

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4 COMMENTS

  1. Rotatorie, Art Line a Milano, Negozi di Moda, Aziende che si rifanno il look, gli artisti italiani sempre più arredatori urbani e vetrinisti di lusso. Con concorsi e premi poco chiari, i cui “vincitori” piovono dal cielo. Questa dinamica penalizza gli stessi vincitori, e basta guardare la loro totale assenza dalla scena internazionale che conta (cit. Pier Luigi Sacco). Questa dinamica dura da 20 anni e se oggi pensiamo ad un artista italiano che possa sostenere in modo credibile un padiglione Italia alla Biennale di Venezia, abbiamo il VUOTO in testa. Continuiamo a farci del male, mentirei furbetti del quartierino arraffano delle briciole di celebrità.

  2. Arte al servizio del conformismo. D’altronde in queste terre non si può che celebrare ricorrenze di personaggi legati al mondo della produttività. Peccato per quegli artisti e curatori che vi accorrono subito attirati dal miraggio della premiologia.

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