Un treno d’artista, un omaggio a Duchamp. Spettacolari immagini dell’intervento dei graffitisti Lek & Sowat in Salento: da Villa Medici a Capo d’Arte

Sono in Salento da qualche giorno e hanno già cambiato i connotati di un vagone treno delle Ferrovie Sud-Est nella stazione di Gagliano del Capo, con un riferimento a R. Mutt, tra l’altro. Lek & Sowat sono approdati in questo lembo di terra estremo grazie a Capo d’arte, che ospita i due artisti attualmente in residenza a Villa […]


Sono in Salento da qualche giorno e hanno già cambiato i connotati di un vagone treno delle Ferrovie Sud-Est nella stazione di Gagliano del Capo, con un riferimento a R. Mutt, tra l’altro. Lek & Sowat sono approdati in questo lembo di terra estremo grazie a Capo d’arte, che ospita i due artisti attualmente in residenza a Villa Medici, con cui l’associazione ha stretto una partnership. Da Roma, infatti, entrambi sono giunti verso sud per un progetto che si articola in tre luoghi e in due distinte fasi.

LA FASE PRELIMINARE, IN ATTESA DEL 30 LUGLIO
Questa, preliminare, li ha visti in azione nella stazione del paese – dove tra l’altro sorge Lastation, spazio no profit dell’associazione Ramdom – e in una project room inedita di Palazzo Daniele, nel centro storico, casa di Francesco Petrucci, animatore di Capo d’Arte con Francesca Bonomo. A entrambi (e a Ramdom) si deve l’energia positiva che ogni estate rende Gagliano uno degli epicentri di ampio respiro per l’arte contemporanea internazionale nel sud Italia. Il 30 luglio sarà inaugurato il progetto ammiraglio – vige ancora il massimo riserbo sul protagonista di quest’anno, che si avvarrà come per le ultime due edizioni della curatela di Massimo Torrigiani –, affiancato proprio da un intervento di Lek & Sowat e da altri appuntamenti. I due ripenseranno la facciata di un palazzotto del paese, con un’operazione insieme pregnante ed effimera, che solleciterà anche una riflessione sugli immobili abusivi e sul loro riutilizzo in chiave creativa.

– Lorenzo Madaro

www.capodarte.it

 

 

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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro (1986) è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte e Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e collabora con Robinson e Artribune. Tra le mostre recenti curate, "Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro" (Galleria Fabbri, Milano, 2019); "‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana" (Castello di Otranto, 2018); "To Keep At Bay" (Galleria Bianconi, Milano 2018); "Spazi igroscopici" (Galleria Bianconi, Milano 2017); "Mario Schifano e la Pop Art italiana" (Castello Carlo V, Lecce, 2017); "Edoardo De Candia Amo Odio Oro" (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); "Natalino Tondo Spazio N Dimensionale" (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); "Andy Warhol e Maria Mulas" (Castello Carlo V, Lecce 2016). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce.