L’Italian style nel mondo: il caffè e le macchine espresso al centro di un progetto fotografico. In mostra nel museo corporate del Gruppo Cimbali

“Giusto il tempo di un caffè”, si dice nel linguaggio comune per indicare una durata minima. Si tratta di meno di trenta secondi, in effetti, stando alle rilevazioni del fotografo Francesco Di Maio: sua l’idea di cronometrare il tempo impiegato dai baristi per servire un caffè, a partire dal dosaggio della miscela fino alla materializzazione […]

Giulio Di Meo, fotografia realizzata per Gruppo Cimbali - Faema, mostra 'Express Your Art', MUMAC - Museo della Macchina per Caffè, Binasco (Milano), 30 maggio - 30 ottobre 2016
Giulio Di Meo, fotografia realizzata per Gruppo Cimbali - Faema, mostra 'Express Your Art', MUMAC - Museo della Macchina per Caffè, Binasco (Milano), 30 maggio - 30 ottobre 2016

Giusto il tempo di un caffè”, si dice nel linguaggio comune per indicare una durata minima. Si tratta di meno di trenta secondi, in effetti, stando alle rilevazioni del fotografo Francesco Di Maio: sua l’idea di cronometrare il tempo impiegato dai baristi per servire un caffè, a partire dal dosaggio della miscela fino alla materializzazione della tazzina d’ordinanza davanti al cliente. Quei 26, 28 secondi – per la precisione – sono stati scelti da Di Maio come tempo d’esposizione per i suoi scatti realizzati a Shanghai in due differenti location, il Maan Coffee e l’Otto e Mezzo Bombana, che catturano così in “istantanee lunghe” tutto l’avvicendarsi di mani e gesti del barista attorno alla macchina per l’espresso.
Queste e altre fotografie sono in mostra dal 30 maggio – e fino al 30 ottobre – presso il MUMAC, Museo della Macchina per Caffè di Binasco (in provincia di Milano); frutto di un progetto di comunicazione corporate che vede il nuovo top di gamma della Faema – la E71 – protagonista di una mostra fotografica che comprende otto autori e altrettante visioni della “cultura del caffè”.

Maurizio Galimberti, fotografia realizzata per Gruppo Cimbali - Faema, mostra 'Express Your Art', MUMAC - Museo della Macchina per Caffè, Binasco (Milano), 30 maggio - 30 ottobre 2016
Maurizio Galimberti, fotografia realizzata per Gruppo Cimbali – Faema, mostra ‘Express Your Art’, MUMAC – Museo della Macchina per Caffè, Binasco (Milano), 30 maggio – 30 ottobre 2016

OLTRE LA COMUNICAZIONE DEL BRAND
Il brand del Gruppo Cimbali – a cui si deve la stessa istituzione del museo aziendale nell’hinterland milanese, un piccolo gioiello per cultori del design industriale, rigorosamente made in Italy – ha infatti concepito la mostra Express Your Art, in collaborazione con la rivista Eyes Open, come un viaggio fisico e antropologico.
Sette autori sono stati accompagnati nelle città considerate strategicamente più importanti per il brand – da Londra a Stoccolma, dall’Italia tutta a Sydney – a ritrarre non soltanto la nuova macchina da bar dell’azienda, ma tutto l’universo umano che vi si crea attorno. A restituire questa “decostruzione” del settore ci pensa infine Maurizio Galimberti, che con i suoi collage di polaroid scompone e poi ricostituisce l’immagine della E71.
Di tutto il progetto colpisce in effetti la capacità – innanzitutto da parte di Faema, che non ha preteso dai fotografi la creazione di una campagna pubblicitaria fine a se stessa – di coniugare l’identità del brand, che pure è imprescindibile in un lavoro su commissione, con le visioni più o meno originali che i singoli autori hanno voluto dare del tema. Tra questi, spicca per esempio la serie di scatti firmati da Giulio di Meo per il suo Coffee Reportage Italia: un vero e proprio racconto dei bar italiani, da Bari a Milano passando per Matera e Torino, ma soprattutto di chi li abita, lavorandoci o frequentandoli. Con un linguaggio propriamente da “reportage all’italiana”; uno stile che, oltre al bianco e nero e un chiaroscuro che guida la lettura dell’immagine, va alla ricerca dello sguardo e del gesto, per connotare il contesto a livello emotivo.

– Caterina Porcellini

www.mumac.it
http://e71.faema.it/express-your-art/it.htm

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Caterina Porcellini
Caterina Porcellini è nata a Taranto, si è formata al DAMS di Bologna e professionalmente a Milano. Già durante l'università sviluppa un interesse per l'influenza esercitata dalla tecnologia su pensiero e società, attraverso le tesi di Marshall McLuhan, Walter J. Ong e Lev Manovich. Da allora si mantiene sempre aggiornata sui nuovi media, lavorando come web editor, social media manager e consulente SEO. Dal 2007 ha collaborato con testate specialistiche e non, Exibart e alcuni siti del Gruppo 24 ORE tra gli altri. Continua ad avere un occhio di riguardo per quelle forme d'espressione che hanno una relazione diretta con il pubblico: architettura e design, fotogiornalismo, performance e installazioni. Grazie alla recente collaborazione con Plain Ink Onlus, sta approfondendo l'utilizzo con finalità sociali dei mezzi di comunicazione popolari, come fumetti e storytelling.