La più grande installazione mai realizzata da Yona Friedman. In Abruzzo si inaugura No man’s land: ecco i video e le spettacolari immagini

Sassi bianchi di fiume, 1.000 canne di bambù, 200 alberi di noce. Sono questi gli elementi alla base dell’installazione site-specific No man’s land, realizzata da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle, con cui collabora già da alcuni anni, che si inaugura oggi – sabato 14 maggio – in Abruzzo, nella località Contrada Rotacesta di Loreto Aprutino, nel pescarese. […]

Yona Friedman, No man’s land, Loreto Aprutino, Pescara (foto Gino Di Paolo)

Sassi bianchi di fiume, 1.000 canne di bambù, 200 alberi di noce. Sono questi gli elementi alla base dell’installazione site-specific No man’s land, realizzata da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle, con cui collabora già da alcuni anni, che si inaugura oggi – sabato 14 maggio – in Abruzzo, nella località Contrada Rotacesta di Loreto Aprutino, nel pescarese. Il progetto – l’installazione è la più grande mai realizzata da Friedman, artista e architetto franco-ungherese, presente fra l’altro all’undicesima Documenta di Kassel e a diverse edizioni della Biennale di Venezia – nasce dalla collaborazione tra gli artisti, la Fondazione Aria, Cecilia Casorati, direttrice artistica della Fondazione, l’Associazione Zerynthia e Mario Pieroni, che ha donato il terreno sul quale è stato realizzato.

UN GRANDE “ARAZZO” NATURALE DI DUE ETTARI
Di che si tratta? No man’s land è un grande “arazzo” naturale che si estende per più di due ettari nella campagna, fatto con una grande quantità di sassi bianchi di fiume, una struttura di 1.000 canne di bambù che rievoca il museo senza pareti dell’artista e un “dizionario immaginario” inciso su oltre 200 alberi di noce. La sua costruzione ha visto la partecipazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, della Facoltà di Architettura di Pescara e delle Scuole d’arte del territorio, “diventando, così, luogo privilegiato per il rinnovamento dei processi di formazione e divulgazione della cultura”. Negli anni questo luogo sarà gestito dalla nuova e omonima Fondazione No man’s land, creata appositamente e attualmente in corso di riconoscimento, il cui scopo sarà di dar vita ad un programma che non si esaurisce con la conservazione e la fruizione dell’opera di Friedman, ma che alimenterà nuove iniziative curate in situ grazie alla sinergia con la Fondazione Aria. L’inaugurazione si è trasformata in un grande evento collettivo e partecipativo: noi c’eravamo, e vi raccontiamo con immagini e video…

www.fondazionearia.it