Anche Salisburgo omaggia Shakespeare a quattrocento anni dalla morte. 4 giorni per un festival dedicato a Romeo e Giulietta, dalla musica al teatro, al cinema

Salisburgo celebra i quattrocento anni dalla morte di Shakespeare con un breve ed intenso festival dedicato ad uno dei lavori più noti del Bardo di Stratford-upon-Avon: Romeo e Giulietta, frutto di una scelta precisa di Cecilia Bartoli che guiderà la manifestazione sino al 2019 e che – come è noto – ogni anno sceglie un […]

William Shakespeare

Salisburgo celebra i quattrocento anni dalla morte di Shakespeare con un breve ed intenso festival dedicato ad uno dei lavori più noti del Bardo di Stratford-upon-Avon: Romeo e Giulietta, frutto di una scelta precisa di Cecilia Bartoli che guiderà la manifestazione sino al 2019 e che – come è noto – ogni anno sceglie un tema specifico. Quest’anno il festival – di scena in Austria fra il 13 e il 16 maggio – inizia con West Side Story, il capolavoro di Leonard Bernstein, su libretto di Stephen Sondheim e coreografie di Jerome Robbins. Si rappresenta la versione di West Side Story adattata, dallo stesso Bernstein, per grande orchestra e cantati lirici, dove Cecilia Bartoli è Maria, Norman Reinhardt Tony, Philipp Wm. McKinley il regista, le scene ed i costume sono opera di George Tsypin, la coreografia è aggiornata da Liam Steel. In buca la Simón Bolívar Symphony Orchestra del Venezuela; sul podio Gustavo Dudamel. Lo spettacolo viene rappresentato in un luogo molto suggestivo: la Felsenreitschule, l’antica cavallerizza – scavata nella roccia – del Principe Arcivescovo di quella che un tempo era una città stato indipendente sia dalla Baviera sia dall’Austria. L’opera verrà replicata la sera del 15 maggio e ripresa, per numerose serata, in agosto al festival estivo. Nel pomeriggio del giorno di Pentecoste ci sarà, in versione da concerto, la prima in tempi moderni di Giulietta e Romeo di Nicola Antonio Zingarelli, considerata un gioiello della scuola napoletana del tardo settecento, inizio dell’ottocento. In repertorio nei maggiori teatri italiani dal 1796 sino a circa al 1830, è la prima ripresa in tempi moderni: il ruolo di Romeo è affidato ad uno dei più noti controtenori italiani, Franco Fagioli, mentre Giulietta sarà il soprano danese Ann Hallenberg.

ROMEO E GIULIETTA ANCHE AL CINEMA
La mattina del 15 maggio si potrà assistere ad un concerto di musica da camera della violinista Julia Fischer e della pianista di Milana Chernyavska con musiche di Antonín Dvořák, Bohuslav Martinů, Piotr Tchaikovsky, nonché del contemporaneo Pablo de Sarasate. Il programma è interamente dedicato ai due amanti di Verona. Non manca il balletto: la sera di Pentecoste nella Großes Festspielhaus è in scena Romeo and Juliet by John Cranko in un nuovo allestimento di Jürgen Rose, le cui scene e costumi sono stati approntati per essere utilizzati, nel festival estivo, in Fin de Parti di Samuel Beckett. Due appuntamenti il 16 maggio: i The Tallis Scholars, applauditissimi di recente alla Sagra Musicale Umbra, canteranno a cappella, nella chiesa dell’Università, musiche elisabettiane (di Thomas Tallis, William Byrd e John Sheppard), mentre nella Großes Festspielhaus l’Orchestra Sinfonica di Vienna, per la prima volta a Salisburgo, eseguirà un concerto di musiche di Bellini e Gounod tratte, rispettivamente, da I Capuleti e I Montecchi e da Roméo et Juliette, nonché la fantasia di Piotr Tchaikovsky, ispirata alla tragedia shakespeariana. Concerta Marco Armilliato, cantano Angela Gheorghiu and Juan Diego Flórez. Non mancano prosa e cinema: al Landestheater sarà in scena Ein zartes Ding di Ben Power, un dramma in cui Romeo e Giulietta, ormai anziani, rievocano la loro storia di amore. Alla sala Kino una retrospettiva, dal film di Franco Zeffirelli a quello con Leonardo di Caprio come protagonista.

Giuseppe Pennisi

www.salburgerfestpiele.at

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.