A Milano progetti artistici sulla violenza contro le donne al posto della pubblicità. Primo appuntamento con Ciriaca+Erre, segue Marinella Senatore

Ciriaca+Erre (1973, Matera. Vive tra Londra e Lugano) torna a Milano, con un intervento che si inserisce nuovamente nel tessuto urbano della città, ma questa volta in Corso Como al civico numero 15. Fino al 18 maggio, infatti, attraverso i messaggi pubblicitari di un videowall, sarà possibile visionare l’estratto del nuovo lavoro dell’artista dal titolo […]

Ciriaca+Erre, Suspended Woman, ambientazione del progetto in Corso Como 15 - Milano
Ciriaca+Erre, Suspended Woman, ambientazione del progetto in Corso Como 15 - Milano

Ciriaca+Erre (1973, Matera. Vive tra Londra e Lugano) torna a Milano, con un intervento che si inserisce nuovamente nel tessuto urbano della città, ma questa volta in Corso Como al civico numero 15. Fino al 18 maggio, infatti, attraverso i messaggi pubblicitari di un videowall, sarà possibile visionare l’estratto del nuovo lavoro dell’artista dal titolo Suspended Woman.
All’opposto di uno spot pubblicitario, il racconto per immagini in movimento condotto da Ciriaca+Erre si trasforma in un prisma, puntando sulla rappresentazione del corpo femminile. A questa si sovrappongono, rifrangendosi, spot sessisti e anti femministi degli anni ‘60 e ‘70.
Suspended Woman è un video documentario, estratto di un progetto di ricerca ben più ampio, che ha impegnato l’artista per circa 10 anni. Il video lavoro inedito e site specific sull’identità e la violenza sulle donne di Ciriaca+Erre è a cura di Alfredo Cramerotti e rientra nei programmi di Con-Temporary Art che quest’anno collabora con il Mostyn Visual Arts Centre, fra i più attivi centri d’arte contemporanea del Galles.

Ciriaca+Erre, Suspended Woman, ambientazione del progetto in Corso Como 15 - Milano
Ciriaca+Erre, Suspended Woman, ambientazione del progetto in Corso Como 15 – Milano

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Tra approfondimenti e fughe, il video si sviluppa come un back stage che investiga sulla figura femminile, che diventa oggetto e soggetto pubblicitario involontario, trasformando momenti privati in immagini pubbliche. Con Suspended Woman, dichiara l’artista, “rifletto sull’incapacità appresa, teorizzata nel 1967 dallo psicologo americano Martin Seligman, per il quale un animale sottoposto ripetutamente a scossa elettrica, senza possibilità da parte sua di evitarla, una volta messo nelle condizioni di poter fuggire dalla gabbia resta intrappolato per sua spontanea volontà”.
Il prossimo appuntamento? Sarà dal 19 al 31 maggio, sempre nel videowall di Corso Como 15, con un estratto della mostra dedicata a Marinella Senatore, sempre sostenuta dalla Poincaré, che si aprirà in contemporanea al Mostyn Visual Arts Centre.

– Ginevra Bria

www.ciriacaerre.com

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.