Premio Gavi La Buona Italia. Per la prima volta premiate le aziende enogastronomiche che puntano sull’arte. I progetti di Cantine Antinori e Ceretto in shortlist

È il primo premio che offre un riconoscimento alle aziende di enogastronomia che investono in cultura. Stiamo parlando del Premio Gavi La Buona Italia che, nato nell’agosto del 2015 su iniziativa del Consorzio Tutela del Gavi per riconoscere, segnalare e premiare le “buone pratiche” delle filiere enogastronomiche italiane, dedica questa seconda edizione ai protagonisti dell’Agroalimentare […]

Castello di Ama per l'Arte Contemporanea - Kendell Geers - Revolution/Love, 2003

È il primo premio che offre un riconoscimento alle aziende di enogastronomia che investono in cultura. Stiamo parlando del Premio Gavi La Buona Italia che, nato nell’agosto del 2015 su iniziativa del Consorzio Tutela del Gavi per riconoscere, segnalare e premiare le “buone pratiche” delle filiere enogastronomiche italiane, dedica questa seconda edizione ai protagonisti dell’Agroalimentare sempre italiano – Aziende, Consorzi, Filiere, Persone, Territori – che associano la propria valorizzazione alle Arti e alla Cultura del territorio: quella Filiera della Bellezza, richiamata proprio dalla prima regola per la Buona Italia indicata dal Laboratorio Gavi. Venti i progetti selezionati, per essere sottoposti alla giuria, composta da Claudio Bocci, Direttore di Federculture; Marco Bolasco, giornalista e direttore dell’area enogastronomica di Giunti Editore; Mina Clemente, responsabile Marketing territoriale e Cultura della CCIAA di Milano; Roberta Garibaldi, Direttore del CeSTIT, Centro Studi per il Turismo dell’Università di Bergamo; Giovanna Maggioni, Direttore generale UPA; Giuseppe Minoia, Presidente onorario GFK; Francesco Moneta, per il Laboratorio Gavi; Maurizio Montobbio, presidente Consorzio Tutela Gavi; Catterina Seia, direttore del Giornale Arte/Arte Imprese e Giornale delle Fondazioni; Fabio Zanchi, già Direttore Comunicazione del Padiglione Italia 2015.

SETTE CATEGORIE PER LA FILIERA DELLA BELLEZZA
E sette sono le categorie individuate per monitorare e valorizzare – per la prima volta – una modalità sempre più significativa che ha come protagoniste le realtà eccellenti del Vino e del Cibo italiani: Produzioni culturali/Arte Contemporanea; Produzioni culturali/Arti Performative ed eventi multidisciplinari; Etichette e Packaging d’Autore; Premi culturali; Restauri e valorizzazione; Sponsorizzazioni culturali; Musei del Cibo e del Vino/Privati. Tra le aziende enogastronomiche più note in fatto di arte contemporanea figurano nella short list: Cantina Marchesi Antinori di San Casciano Val di Pesa (FI) per il suo programma di interventi site specific Antinori Art Project; la Cantina Ceretto di San Cassiano, Alba, per il suo impegno collezionistico e per la famosa Cappella decorata da Sol LeWitt e David Tremlett tra i vigneti del Barolo; Castello di Ama di Gaiole In Chianti (SI) per il Progetto Castello di Ama per l’Arte Contemporanea. Tra queste e altre aziende, tutte di dimensioni, provenienze territoriali e settori merceologici diversi – dal vino alle conserve, dal riso alla birra, del Nord e del Sud Italia, si nasconde quella che verrà premiata – il prossimo 27 maggio al Forte di Gavi – con questo Premio, inserito nel progetto strategico e pluriennale Valore Forte – Gavi for Arts, messo a punto e coordinato da The Round Table per il Consorzio Tutela del Gavi, con il quale si sta costruendo un modello inedito di valorizzazione della propria filiera vitivinicola, enogastronomica, turistica e culturale.