Milano Updates: notte al museo all’HangarBicocca. Costa 500 euro dormire “dentro” l’installazione di Carsten Höller: qui le immagini in anteprima

Notte al museo. Quello che era il titolo di una fortunata serie di film, diventa realtà all’Hangar Bicocca in occasione della mostra Doubt, di Carsten Höller, visibile dal 7 aprile al 31 luglio. Quella che è diventata già l’opera più citata del progetto espositivo è infatti Two Roaming Beds (Grey) (2015), costituita da due letti che si muovono ininterrottamente in […]

Notte al museo. Quello che era il titolo di una fortunata serie di film, diventa realtà all’Hangar Bicocca in occasione della mostra Doubt, di Carsten Höller, visibile dal 7 aprile al 31 luglio. Quella che è diventata già l’opera più citata del progetto espositivo è infatti Two Roaming Beds (Grey) (2015), costituita da due letti che si muovono ininterrottamente in uno spazio di 500 metri quadrati: e che offrono l’opportunità di trascorrere un’intera notte all’interno degli spazi. “Un’esperienza unica che consente ogni notte a due persone di diventare parte di un progetto concepito dall’artista per mettere il visitatore in una situazione fuori dal comune”. Costo? 500 euro, che comprende la parziale copertura delle spese straordinarie di apertura notturna. La prenotazione avviene online così come quella dell’esperienza del “volo”, un marchingegno che ai più ricorderà “il volo dell’angelo” di Pietrapertosa in Basilicata, naturalmente più ridotta e a misura di hangar. Ma è possibile riservarsi una notte con Carsten anche direttamente alla sede dello spazio espositivo. Ma attenzione: si tratta di un test per veri duri, data la forza delle luci intermittenti che abitano la mostra nel luna park concepito da Höller e anche un po’ la grandezza della stanza in cui gli spettatori dormirebbero.

LA MOSTRA
La mostra, curata da Vicente Todolí, presenta una selezione di oltre venti opere, sia storiche sia nuove produzioni, e anche qualche traccia della precedente presenza di Philippe Parreno, con la mostra Hypothesis. Grandi installazioni, video e fotografie, giocano con le coordinate spaziali e temporali del luogo espositivo, sviluppando un viaggio tra simmetria, duplicazione e ribaltamento. Non manca un criceto (vero) che percorre un labirinto in miniatura incredibilmente simile al tunnel a forma di Y che l’artista costringe ad attraversare per entrare a contatto con i suoi lavori. Quasi a dire, in maniera inquietante, che siamo anche noi criceti intrappolati in un dedalo intricato di vicoli, scelte e incertezze, all’interno del gioco più grande di qualcun altro. Ecco le immagini della mostra.

www.hangarbicocca.org

 

 

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