Lo Strillone: Renato Barilli e i cambiamenti del nostro sguardo con la tecnologia su L’Unità. E poi Marina Abramovic, villa romana scoperta in Inghilterra

“Nel rispetto dell’insegnamento fondamentale di McLuhan possiamo ricordare gli sconvolgimenti del ’68, in cui appunto gli artisti hanno dichiarato lafine della pittura, sostituita dalla foto, ma intesa come il ricorso a una documentazione da effettuarsi in tempi rapidi nei confronti delle cose stesse, meglio del resto afferrarle tali e quali, in ready-made, o sostituirle con […]

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Nel rispetto dell’insegnamento fondamentale di McLuhan possiamo ricordare gli sconvolgimenti del ’68, in cui appunto gli artisti hanno dichiarato lafine della pittura, sostituita dalla foto, ma intesa come il ricorso a una documentazione da effettuarsi in tempi rapidi nei confronti delle cose stesse, meglio del resto afferrarle tali e quali, in ready-made, o sostituirle con le relative indicazioni linguistiche”. Da non perdere, su L’Unità, l’analisi di Renato Barilli sui cambiamenti indotti nel nostro sguardo dalla rivoluzione tecnologica: “ora finalmente, per la prima volta nell’intera storia del pianeta, era stata conseguita una parità di mezzi propri dell’attuale stato tecnologico”, scrive riferendosi a un ciclo di lezioni tenute in Colombia. “Attorno a me, vedevo schiere di giovani intenti a contemplare i loro smartphone, a inviare srns, a sfruttare la rete e tutti suoi benefici”.

La crisi greca combattuta al Museo Benaki di Atene con il metodo Abramovic. La Repubblica racconta che “ad Atene 24 performer guidati dall’artista rappresentano le ferite del loro Paese. E il pubblico trova nell’arte una terapia contro l’ansia”. Di che si tratta? “Un’artista conta ad alta voce in greco per otto ore al giorno, trasformandosi in un metronomo umano. Un altro si sottopone a intensi suoni a bassa frequenza e poi ne documenta gli effetti sulla sua mente e sul suo corpo. Un terzo prende un’ascia per sgretolare un grosso masso, poi vi getta sopra della malta”. Una villa romana affiora in un giardino in Inghilterra. QN informa che “i resti di un’antica villa romana suddivisa in diversi spazi sono riemersi ‘per caso’ dalle profondità della storia in un giardino del Wiltshire, in Inghilterra: resti ‘straordinariamente ben conservati’ incluso un mosaico pressochè intatto. Secondo gli archeologi di Historic England si tratta di una scoperta ‘senza precedenti negli ultimi anni’”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.