Anche l’arte contemporanea ha il suo contest. Si chiama Pomilio Blumm Prize, in tv su SKY Arte HD: premio finale 10mila euro

Sei artisti, due curatori e tre giurati d’eccezione sono i protagonisti di un viaggio – da Istanbul a Lisbona, da Vienna a Marsiglia a Milano – in quattro puntate su SKY Arte HD, pensato per raccontare al grande pubblico cosa si nasconde dietro le quinte di un contest internazionale d’arte contemporanea. Il programma televisivo – […]

SKY ARTE HD e Pomilio Blumm - Pomilio Blumm Prize - i giurati
SKY ARTE HD e Pomilio Blumm - Pomilio Blumm Prize - i giurati


Sei artisti, due curatori e tre giurati d’eccezione sono i protagonisti di un viaggio – da Istanbul a Lisbona, da Vienna a Marsiglia a Milano – in quattro puntate su SKY Arte HD, pensato per raccontare al grande pubblico cosa si nasconde dietro le quinte di un contest internazionale d’arte contemporanea. Il programma televisivo – in onda a partire da lunedì 2 maggio alle ore 20.15 – si chiama Pomilio Blumm Prize e utilizza il format del talent show per raccontare il mondo dell’arte contemporanea e i suoi meccanismi, le figure e le professionalità che lo abitano, ma soprattutto gli artisti e il loro universo creativo, il loro modo di lavorare e il processo di nascita e realizzazione di un’opera, sottolineando il loro sguardo sul mondo e la loro capacità di lettura della realtà, innovativa, inedita e mai scontata. Questo nuovo progetto, ideato dal primo canale televisivo italiano dedicato all’Arte – SKY Arte HD – e Pomilio Blumm, un’impresa di comunicazione specializzata nel rapporto fra governi, pubblica amministrazione e cittadini, con clienti attivi nell’area euromediterranea, seguirà con le telecamere tutto il processo del contest: dall’ideazione dell’opera fino alla sua premiazione.

GIURIA PRESIEDUTA DA MICHELANGELO PISTOLETTO
Sei in tutto gli artisti coinvolti – Fatma Bucak (Istanbul), Aldo Giannotti (Vienna), Délio Jasse (Lisbona), Andrea Nacciarriti (Milano), Elena Nemkova (Milano), Thomas Teurlai (Marsiglia) – che a due a due faranno conoscere nel corso delle prime tre puntate il loro lavoro, confrontandosi nei loro atelier con i due curatori Lorenzo Balbi, curatore alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino) e Fabiola Naldi, critica d’arte e curatrice indipendente (Bologna). Al termine di ogni puntata, i due artisti selezionati dai due curatori presenteranno la loro opera alla giuria – presieduta da Michelangelo Pistoletto e formata da Alessandra Mammì, giornalista d’arte, e Gianfranco Maraniello, Direttore del Mart di Trento e Rovereto – che avrà il compito di scegliere quale delle due potrà accedere alla puntata finale, con mostra dei tre finalisti, vernissage aperto al pubblico e premiazione del vincitore a cui andrà un valore pari a 10mila euro. Il tutto coordinato dagli interventi del presentatore Giacomo Nicolella Maschietti, anchorman televisivo su Class CNBC TOP LOT, dedicata al mercato delle aste.

– Claudia Giraud

http://arte.sky.it/

PROGRAMMA

Lunedì 2 maggio 2016, h. 20.15
– Elena Nemkova VS Thomas Teurlai / l’uomo e il suo rapporto con la scienza

Lunedì 9 maggio 2016, h. 20.15
– Fatma Bucak VS Delio Jasse / l’identità

Lunedì 16 maggio 2016, h. 20.15
– Aldo Giannotti VS Andrea Nacciariti / il rapporto fra arte e spazio pubblico

Lunedì 23 maggio 2016, h. 20.15
– fase finale e proclamazione del vincitore

 

 

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).

2 COMMENTS

  1. Cogito ergo sum
    Divago ergo sum
    Intrattengo ergo sum
    Perditempo ergo sum
    Rompiballe ergo sum
    Mi straripeto ergo sum
    Eccetero eccetero ergo sum

  2. Il problema è un insieme di operatori che nel tempo hanno creato una setta-lobby di cui il pubblico è totalmente disinteressato. L’arte contemporanea oggi serve per fare pubblicià sofisticata all’istituzione privata o pubblica di turno (vedi il talent di sky arte, alla fine è uno spot sofisticato per pomilio). Gli artisti sono vetrinisti di lusso. Il curatore domina, basti pensare che in mostre e premi ci sono più curatori di artisti, e artisti tutti debolissimi con lavori simili, ormai fatti in serie in tutto il mondo. Io credo che l’arte contemporanea abbia ancora un valore, ormai recondito e nascosto, ma a nessuno interessa cercarlo perché in platea non c’è nessuno! O la limite ci sono gli stessi addetti ai lavori che pubblicamente si sostengono a vicenda per avere speranze future di lavoro e popolarità. Questo circolo autoreferenziale rende gli artisti cagnolini da compagnia (chi fiata viene escluso e ci sono almeno altri 20 artisti pronti a sostituirti), il curatore è la vera star, e la qualità diminuisce sistematicamente (vedi lo sta dell’arte italiana attuale) in quanto non c’è mai vera critica, cosa che non conviene e interessa a nessuno. Non solo bassa qualità ma un pieno di opere che maschera un vuoto in quanto il curatore non è come un regista che propone un’opera unitaria ma è una ffiancatore e selezionatore di opere. Quindi con l’artista debole e il curatore “finto artista” l’opera non c’è più. Anche se in realtà siamo bombardati da opere standard e mediocri. Ma quello che rimane un vuoto (pensiamo alle tante biennali), il nome del curatore star e forse una sua intervista su qualche rivista patinata.

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