Italiani in trasferta. Hilario Isola artista e curatore alla Biennale di Marrakech. Ecco le immagini di TENTative Structures, un progetto di arte pubblica sul tema della tenda

Arrivata alla sesta edizione e annoverata fra le venti principali biennali a livello mondiale, la Biennale di Marrakech 6, diretta dalla curatrice palestinese Reem Fadda con il titolo Not New Now, è innanzitutto una proposta di superamento del dominante orientamento culturale verso il “nuovo”, attraverso l’esposizione di lavori artistici che, occupando diversi luoghi simbolo della […]

Arrivata alla sesta edizione e annoverata fra le venti principali biennali a livello mondiale, la Biennale di Marrakech 6, diretta dalla curatrice palestinese Reem Fadda con il titolo Not New Now, è innanzitutto una proposta di superamento del dominante orientamento culturale verso il “nuovo”, attraverso l’esposizione di lavori artistici che, occupando diversi luoghi simbolo della città, ne interpellano il fondamento, la forma e le modalità. In dialogo con tale assunto, Hilario Isola ha concepito un progetto multidisciplinare di arte pubblica – TENTative Structures, tuttora in mostra fino all’8 maggio – invitando altri due artisti italiani, MOTOElastico (Simone Carena e Marco Bruno) e Manfredo di Robilant, a ripensare l’archetipo della tenda. Lo hanno fatto attraverso delle installazioni dislocate in luoghi chiave della città di Marrakech, come la piazza Jemaa El Fna, nominata patrimonio orale ed intangibile dell’umanità dall’Unesco, l’Hotel de Ville (palazzo comunale) e la Gare de Marrakech (la stazione centrale), e realizzate con l’aiuto degli studenti delle scuole di architettura e design di Domus Academy (Milano) e VCUQatar (Doha).

LA TENDA COME METAFORA DEL VAGABONDARE NOMADICO CONTEMPORANEO
Si tratta di architetture di piccola scala e grandi sculture pubbliche, spazi relazionali e mobili che riflettono una visione della tenda quale metafora del vagabondare nomadico contemporaneo. L’installazione di Hilario Isola – Remòte – consiste in un sistema di spazi di incontro al confine fra scultura, architettura e fotografia, con un lavoro fotografico di Massimo Bicciato, che rappresenta luoghi lontani del pianeta, difficilmente accessibili per ragioni geografiche o politiche, invitando il passante ad immergervisi anche solo per un momento. Pop Up di MOTOElastico, invece, è un adattamento al contesto cittadino della tradizionale tenda “Pup”, usata per definire interni piccoli, ma confortevoli. In questo caso diventa un contenitore di intimità pubblica dallo spirito giocoso in quanto è pensata per far interagire i visitatori che possono, tramite un sistema di carrucole, arrotolare e srotolare i tappeti a piacimento. Infine, la tenda ParTENTition, sviluppata durante il Workshop Design of Spaces del corso di master in Interior & Living Design, Domus Academy coordinato da Manfredo di Robilant, è una proposta di ripensamento delle tende di emergenza, spesso utilizzate per molto più tempo rispetto a quello preventivato in fase di progettazione. Il progetto in questione introduce, invece, un elemento dell’architettura muraria, la partizione, centrale per assicurare privacy ed intimità e quindi in grado di migliorare – un minimo – le condizioni di vita in quella particolare condizione. Ecco un po’ di foto delle tre installazioni…

http://www.marrakechbiennale.org/

 

 

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