Il concettuale “ironico” di Monk incontra la ceramica. Parte dal Museo Zauli la Settimana del contemporaneo di Faenza: ecco le immagini

Tanta gente per l’evento inaugurale della Settimana del contemporaneo che animerà la città di Faenza con il coordinamento del Museo Internazionale delle Ceramiche. Un folto gruppo di spettatori è accorso nel piccolo quanto delizioso museo per scoprire come Jonathan Monk (Leichester, 1969) avesse interpretato il rapporto con la ceramica, che da tradizione ormai è la […]

Tanta gente per l’evento inaugurale della Settimana del contemporaneo che animerà la città di Faenza con il coordinamento del Museo Internazionale delle Ceramiche. Un folto gruppo di spettatori è accorso nel piccolo quanto delizioso museo per scoprire come Jonathan Monk (Leichester, 1969) avesse interpretato il rapporto con la ceramica, che da tradizione ormai è la base del senso della residenza. Guido Molinari, curatore della mostra, parla di semplicità, descrivendo l’approccio dell’artista inglese come intuitivo, spontaneo, ma al contempo molto lucido, dall’ideazione all’esecuzione. Le opere infatti ricalcano questa descrizione, frutto di un’osservazione diretta della realtà che si coniuga con un utilizzo non convenzionale dei supporti. Dal negativo del calco della mano dell’artista che diventa vaso di fiori alla ricostruzione in ceramica ovviamente di una cassetta di frutta in cartone. L’occasione è buona anche per rivedere molte delle opere lasciate dai protagonisti delle passate residenze: Eva Marisaldi, Piero Golia, Francesco Gennari tra gli altri. Tutto nella nostra fotogallery…

– Claudio Musso

Fino al 6 dicembre 2015
Jonathan Monk – Claymation
A cura di Guido Molinari
Museo Carlo Zauli
Via della Croce, 6
www.museozauli.it

 

 

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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente, la sua attività di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia dell’arte presso l'Università di Bologna, ateneo dove aveva precedentemente conseguito la laurea triennale e specialistica. Attualmente è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo dove ricopre il ruolo di Coordinatore del corso di Pittura, insegna inoltre Linguaggio della visione presso Spazio Labo’ a Bologna. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Ha partecipato in qualità di curatore e di membro di giuria a festival internazionali (LPM - Live Performers Meeting, Roma – Minsk; roBOt - Digital Paths into Music and Arts, Bologna) ed è stato invitato come relatore a convegni e conferenze in Italia e all’estero (tra le altre AVANCA | CINEMA International Conference Cinema, Art, Technology - Cineclub Avanca, Portogallo; VIII MAGIS – International Film Studies Spring School - Università di Udine, Gorizia; Artscapes - An Interdisciplinary Conference on Art and Urban Scapes - University of Kent, Canterbury). Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Prende parte al network Digicult e collabora con il magazine di cultura digitale Digimag. Scrive regolarmente per Artribune. Ha pubblicato numerosi articoli, testi critici e saggi, il più recente si intitola Dalla strada al computer e viceversa (Libri Aparte, Bergamo 2017).