Capri, isola dell’arte. Da Santiago Sierra a Lawrence Weiner, a Bianco-Valente, per 4 mesi la creatività invade spazi pubblici e privati

Regina delle vacanze in estate, regina dell’arte in autunno. L’isola di Capri protagonista con la prima edizione del progetto Capri The Island of Art: una rassegna d’arte open air che fino a dicembre vede coinvolti circa 20 artisti della scena contemporanea nazionale e internazionale, invitati a dialogare con i luoghi e le storie dell’isola. Performance, […]

Regina delle vacanze in estate, regina dell’arte in autunno. L’isola di Capri protagonista con la prima edizione del progetto Capri The Island of Art: una rassegna d’arte open air che fino a dicembre vede coinvolti circa 20 artisti della scena contemporanea nazionale e internazionale, invitati a dialogare con i luoghi e le storie dell’isola. Performance, installazioni audio e video, sculture di grandi dimensioni, esposizioni in luoghi pubblici e privati: per un fitto programma strutturato dai due curatori Marco Izzolino e Lucia Zappacosta e dal mecenate Franco Senesi, fondatore di Liquid Art System. “La prima edizione di Capri – The Island of Art”, dichiara Izzolino, “vuole stimolare il coinvolgimento emotivo, riallacciare i fili con il passato e trasformare l’isola in una grande operazione d’arte pubblica all’aperto, in cui i turisti possono imbattersi casualmente in installazioni d’arte contemporanea. I progetti realizzati per questa edizione, tutti site specific, hanno due temi di fondo che costituiscono gli estremi lungo cui si svolge il racconto visivo del festival, con interessanti soluzioni di reciprocità: da una parte la luce – di cui si festeggia nel 2015 l’anno internazionale – e dall’altra il linguaggio verbale, entrambi usati come elementi della rappresentazione iconica. L’idea è quella di raccontare in che modo un luogo riesca a condensare sogni ed aspettative. Capri ha questa indubbia capacità: è un’isola la cui percezione, condizionata da ciò che nei secoli è stato scritto e raccontato, influisce più della visione diretta. Tanti visitatori giungono qui affascinati prima ancora di cominciare a passeggiare per le sue stradine. L’indubbia bellezza dei luoghi, unita alla fama che li precede, contribuiscono a farne un luogo da sogno. Ecco allora che le installazioni ed i progetti, che riempiono i due Comuni dell’isola, raccontano di un’atmosfera fantastica, dove ogni cosa è possibile. Tra giochi di luce e parole che toccano il cuore, ognuno di noi può essere trasformato dall’arte contemporanea che si fa pubblica nelle sue forme più consuete o più innovative. Capri – The Island of Art è uno dei pochi eventi italiani sostenuti da un unico sponsor, Liquid Art System, che ha prodotto 18 delle 21 opere invitando tutti gli artisti in una residenza ad Anacapri per 4 giorni. Da quest’anno, inoltre, Capri – The Island of Art, grazie ad un gemellaggio con le Stazioni dell’arte della Metropolitana di Napoli ed un accordo con i principali musei e fondazioni pubbliche d’arte contemporanea della città, ha creato un ‘ponte verso terra’ che si chiama Mproject, una proposta di viaggio nei luoghi del contemporaneo del golfo di Napoli, con una mappa ed un App specifica”.

Capri The Island Of Art
La sfida del progetto è duplice e molto ambiziosa: da un parte, recuperare la memoria storica di Capri, per secoli meta e crocevia di intellettuali e culla di nuove avanguardie, rilanciando la vocazione naturale dell’isola azzurra ed ospitando artisti internazionali; dall’altra, contribuire a dare nuova linfa all’economia locale, richiamando turisti di eccellenza ed allungando la stagione caprese fino a dicembre”, aggiunge Senesi, ideatore di Capri – The Island of Art. “Capri deve tornare ad essere musa ispiratrice e luogo di confronto tra artisti e linguaggi diversi, così come è successo nel periodo dei primi imperatori e poi di nuovo alla fine dell’Ottocento e fino alla metà del Novecento. Quando all’amico Roberto Faravelli ho presentato la mia idea ed insieme abbiamo abbozzato l’organizzazione di Capri – The Island of Art,  il nostro primo obiettivo era restituire a Capri quel ruolo da protagonista nel panorama artistico e culturale, che ha sempre ricoperto in passato. Ora, a distanza di più di due anni, da quella prima idea è germogliato un festival reale che avrà cadenza annuale”. Qualche nome degli artisti coinvolti? Da Santiago Sierra a Lawrence Weiner, Andrea Aquilanti, Mario Airò, Bianco-Valente. Progetto nel progetto è la mostra Canone Inverso nella Canonica della trecentesca Certosa di San Giacomo, che riapre al pubblico dopo un parziale recupero, ospitando quattro grandi istallazioni degli artisti Alessandro Cannistrà, Peter Demetz, Rocco Dubbini e Gino Sabatini Odoardi.

www.capritheislandofart.org

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.