Immagini dall’inaugurazione di Hermann Nitsch a Palermo. Tantissimo pubblico e una decina di contestatori. Si sgonfia la polemica e la qualità trionfa

Bagno di folla, a Palermo, per quella che è stata battezzata “la mostra delle polemiche”. Si chiudono così le molte settimane di rumore, movimentate da aggressioni verbali, tentativi di boicottaggio e battaglie sui social e una petizione on line sottoscritta da migliaia di persone. L’intento: convincere sindaco e assessore ad annullare l’evento. Come era accaduto […]

Hermann Nitsch a Palermo - ZAC - 2015

Bagno di folla, a Palermo, per quella che è stata battezzata “la mostra delle polemiche”. Si chiudono così le molte settimane di rumore, movimentate da aggressioni verbali, tentativi di boicottaggio e battaglie sui social e una petizione on line sottoscritta da migliaia di persone. L’intento: convincere sindaco e assessore ad annullare l’evento. Come era accaduto in Messico. Obbiettivo mancato: la mostra di Hermann Nitsch – sostenuta generosamente da Elenk’Art – è andata in porto. Mentre la polemica ha avuto il classico effetto contrario, con un pubblico numerosissimo costretto a entrare a scaglioni nel grande hangar di Zac.
Un presidio di polizia stava lì, all’ingresso, giusto per precauzione, dato che non erano mancate minacce di proteste, guerriglie e sit-in contro il padre dell’Azionismo Viennese, reo di aver utilizzato nelle sue storiche performance cadaveri di animali, sangue, corpi nudi e rituali crudi.
Tutto tranquillo, invece. E a fronte dei moltissimi visitatori, i contestatori – fuori dal complesso dei Cantieri Culturali – si contavano sulle dita di una mano: un contorno patetico di nemmeno dieci persone, radunato nell’angolo in rappresentanza del popolo di vegani, animalisti e conservatori del fronte anti-Nitsch.

I contestatori di Nitsch - foto Othell Piccoli via Facebook
I contestatori di Nitsch – foto Otello Piccoli via Facebook

Potente la mostra, di quelle che Palermo non vedeva da anni. Una ventata di internazionalità, per un allestimento di altissimo livello, in cui pittura, video, musica, performance, fotografia e teatro si sono fuse con coerenza poetica e drammaturgica. Valorizzando appieno uno spazio difficilissimo. E tutto – dalle grandi tele luttuose, intitolate al ricordo della madre defunta, fino alle documentazioni dei riti anni ’60 e ‘70, passando per i raffinati disegni e le splendide installazioni – trovava un suo posto, un suo senso, una sua sobrietà e una sua dimensione scenica forte. Di violenze, gratuità, scannamenti in diretta e spettacolarizzazioni, nemmeno l’ombra. Molto rumore per nulla. Con i fantomatici 70mila firmatari della petizione sconfitti dall’unica cosa che conta: la bellezza e l’autorevolezza del progetto.
Dopo Tadeusz Kantor e Regina Josè Galindo, aspettando la retrospettiva su Letizia Battaglia, Hermann Nitsch segna un nuovo capitolo importante nel percorso iniziato dall’assessore Andrea Cusumano, entrato in giunta un anno fa. Adesso c’è solo da tenere alto il livello. Facendo fronte alle difficoltà economiche e amministrative con l’ingegno, le buone collaborazioni e la qualità. La mostra di Nitsch ha dimostrato che fare molto, con poco, è possibile. Mentre delle polemiche (pretestuose) resta solo un triste rumore di fondo.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.

14 COMMENTS

  1. L’unica cosa che si ricava questa pagliacciata è la constatazione della orrenda e mostruosa decadenza della cultura in occidente.

  2. Il lavoro di Nitsch, guardando queste foto, sembra abbia ispirato alcune opere di Hirst; anche se quest’ultimo ha l’aria d’essere più asettico e distaccato: si sa…gli anglosassoni.

    • Questo linguaggio inutile, vecchio, sa avere tutta l’apparenza di un pseudo rito di animali sacrificati su un altare del nulla. Non c’è catarsi e condivisione! Tanto che chi lo mette in dubbio viene molto spesso considerato una persona incolta. Ciò avviene perché oggi nell’arte contemporanea prevale il luogo comune che si nutre di idiozie e scandali di artisti esibizionisti costruiti a tavolino.

  3. Sono stat dieci anni or sono partecipe a Prinzendorf di una performance del maestro, ovviamente non pagata e con regolare richiesta di rinunciare ai diritti d’immagine relativi alla mia immagine…se questa arte deve dirci qualcosa di nuovo, ecco a me sembra che ci dice nulla….

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