Ecco come saranno le tre torri di Daniel Libeskind per il nuovo stadio della Roma. In esclusiva su Artribune alcuni render e gli schizzi dell’architetto

Dopo due settimane dalla presentazione alla stampa torniamo sui grattacieli che Daniel Libeskind ha disegnato per affiancare lo stadio della Roma. Lo abbiamo incontrato e ci ha raccontato che è stato ispirato “dall’amore totale di Piranesi per Roma e in particolare dalle sue ricostruzioni archeologiche. Le tre torri sono state ricavate da un blocco unico, […]

Il progetto per le tre torri di Daniel Libeskind a Roma
Il progetto per le tre torri di Daniel Libeskind a Roma

Dopo due settimane dalla presentazione alla stampa torniamo sui grattacieli che Daniel Libeskind ha disegnato per affiancare lo stadio della Roma. Lo abbiamo incontrato e ci ha raccontato che è stato ispirato “dall’amore totale di Piranesi per Roma e in particolare dalle sue ricostruzioni archeologiche. Le tre torri sono state ricavate da un blocco unico, il concio, in modo che esse risultino una cosa sola se unite, analogamente agli studi di Piranesi. Piranesi aveva sempre immaginato un collegamento tra un passato ormai sepolto e un futuro eterno”.
Come si vede dagli schizzi pubblicati in esclusiva da Artribune, i tre oggetti scultorei si stagliano verso l’alto, in dialogo l’uno con l’altro. Il complesso si basa sulla possibilità di dare vita a un’ideale conversazione tra le tre parti e il contesto che le forme definiscono, a partire dalla piazza sulla quale sorgeranno. Secondo le intenzioni dell’architetto, gli edifici, alti duecento metri e destinati a ospitare gli uffici della società, saranno un elemento distintivo dello skyline della città, senza per questo allontanarsi dalla sua storia. Ma traendone ispirazione.
I lavori – che coinvolgeranno un’area complessiva di 125 ettari tra stadio, edifici privati, parcheggi, spazio pubblico e aree verdi – secondo le previsioni partiranno alla fine dell’anno per essere completati entro l’inizio del 2018. L’investimento previsto, proveniente da fondi esclusivamente privati come ha assicurato il presidente della Roma James Pallotta, è di 1,5 miliardi di euro, di cui 400 milioni destinati allo stadio.

Emilia Giorgi

 

 

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Emilia Giorgi
Emilia Giorgi (Roma, 1977) è critica e curatrice di arti visive e architettura contemporanee. Dal 2002 al 2009 collabora con il MiBACT, tra le altre attività alla definizione del programma culturale del museo MAXXI di Roma, dove poi lavora dal 2010 al 2012. Come curatrice indipendente ha collaborato tra gli altri con La Triennale di Milano, la Fondazione Feltrinelli, il Centro Pecci di Prato, l’Istituto Centrale per la Grafica, la Fondazione VOLUME!, la Fondazione Pastificio Cerere (Roma). Nel 2015 cura la sezione Cut and Paste del Padiglione Italiano (diretto da Cino Zucchi) della Biennale di Architettura di Venezia. Autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, scrive per le principali testate italiane, come Il Manifesto, Artribune, Flash Art, Domus, Abitare, Icon Design. Il suo libro più recente è "Giorni come stanze. Riappropriarsi della città" (Libria, 2020). Fa parte del direttivo dell’IN/ARCH Lazio.