Il declino del MUSMA di Matera. Museo fermo, gli artisti ritirano le opere, se ne va l’ideatore e direttore Giuseppe Appella

Il MUSMA, museo della scultura contemporanea di Matera, si sta svuotando. Basti pensare – ma l’elenco è notevolmente più lungo – che Fabio Sargentini ha chiesto la restituzione dei suoi Leoncillo e che tutti gli artisti, in primis Jannis Kounellis e Guido Strazza, si sono mobilitati per far valere le proprie ragioni. Il problema è […]

Il MUSMA, museo della scultura contemporanea di Matera, si sta svuotando. Basti pensare – ma l’elenco è notevolmente più lungo – che Fabio Sargentini ha chiesto la restituzione dei suoi Leoncillo e che tutti gli artisti, in primis Jannis Kounellis e Guido Strazza, si sono mobilitati per far valere le proprie ragioni. Il problema è da rintracciare nell’assenza – ormai da qualche mese – di una direzione e del comitato scientifico dell’istituzione museale (cancellati da un giorno all’altro dal sito internet): motivo per cui gli artisti non si sentono più tutelati e non intendono confermare la loro vicinanza.
La contrapposizione netta tra la Fondazione Zetema, proprietaria del museo, e lo storico dell’arte Giuseppe Appella, ideatore e ormai ex direttore del MUSMA, a cui si devono le donazioni e l’intensa attività espositiva di questi anni, ha comportato la fine di una straordinaria stagione che ha consentito al capoluogo lucano di dotarsi, gratuitamente, di una collezione di pregio. Una situazione ancor più assurda se si considera che solo pochi mesi fa Matera ha ottenuto il titolo di capitale europea della cultura 2019.

Lorenzo Madaro

www.musma.it

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro (1986) è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte e Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e collabora con Robinson e Artribune. Tra le mostre recenti curate, "Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro" (Galleria Fabbri, Milano, 2019); "‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana" (Castello di Otranto, 2018); "To Keep At Bay" (Galleria Bianconi, Milano 2018); "Spazi igroscopici" (Galleria Bianconi, Milano 2017); "Mario Schifano e la Pop Art italiana" (Castello Carlo V, Lecce, 2017); "Edoardo De Candia Amo Odio Oro" (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); "Natalino Tondo Spazio N Dimensionale" (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); "Andy Warhol e Maria Mulas" (Castello Carlo V, Lecce 2016). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce.

5 COMMENTS

  1. Il ritiro delle opere da parte degli artisti è un gesto forte ma giusto. Gli artisti hanno affidato le loro opere al Musma grazie alla fiducia che nutrono in Giuseppe Appella e nel suo progetto, portato avanti negli anni con costanza nonostante le difficoltà evidenti. È una grave perdita, spero che chi di dovere se ne renda conto.

  2. Zetema è un cancro per la cultura e la gestione della stessa. Prima lo estirpiamo e prima possiamo riprenderci da questa deriva istituzionale. Solo uniti, tra operatori culturali, artisti e curatori, possiamo vincere questa battaglia. Il cancro è un brutto male ma solo affrontandolo si può superare…e bisogna farlo insieme. Gestiscono e lucrano su ogni evento che sia sponsorizzato dalle istituzioni o dai privati…. e questo lo fanno sul nostro patrimonio artistico e culturale. Sono molto potenti e i politici ce li hanno in tasca. Per riunire le intenzioni cercate #comitatonozetema. Uniti siamo più forti!

    • Gentile Arturo, la preghiamo di smorzare non la sua protesta, ma i toni con cui la conduce. Questo perché le sue sono affermazioni forti, passibili di essere considerate diffamatorie, e vorremmo per lei e per tutti che il dibattito restasse civile e fruibile per tutte le parti. La preghiamo di riformulare il suo commento, grazie.

      • …capisco. Argomento spinoso! Diciamo Che ci sono organizzazioni private a Roma e in Italia che cavalcano il “cavallo cultura” e ci fanno quei soldi che le istituzioni ufficiali non riescono a farci.

Comments are closed.