Hermann Nitsch delle polemiche. La mostra sospesa in Messico arriva a Palermo. E gli animalisti insorgono: petizioni on line e invettive su Facebook

Da Città del Messico a Palermo, lungo una scia di polemiche che non accenna a calare. La grande retrospettiva su Hermann Nitsch, esponente di spicco dell’Azionismo viennese e creatore del mitologico Teatro delle Orge e dei Misteri, pare non trovare requie. Il pubblico del messicano Museo Jumex la attendeva lo scorso febbraio, come da regolare calendario […]

Hermann Nitsch

Da Città del Messico a Palermo, lungo una scia di polemiche che non accenna a calare. La grande retrospettiva su Hermann Nitsch, esponente di spicco dell’Azionismo viennese e creatore del mitologico Teatro delle Orge e dei Misteri, pare non trovare requie. Il pubblico del messicano Museo Jumex la attendeva lo scorso febbraio, come da regolare calendario espositivo. A un certo punto, però, l’improvvisa cancellazione: le proteste degli animalisti montarono progressivamente, con le cellule integraliste decise a far scoppiare il caos.
Nitsch, con il suo linguaggio cruento, i suoi riferimenti arcaici e la sua estetica intrisa di carne, sangue, pulsioni di morte ed esplosioni vitali, innesca puntualmente reazioni durissime tra l’opinione pubblica. L’uso di cadaveri di animali, all’interno di rituali lunghi e scenografici, non smette di scandalizzare, di scoperchiare tabù, di materializzare imperativi morali e incubi ancestrali. La mostra, dunque, non si fece.

Hermann Nitsch, Aktion
Hermann Nitsch, Aktion

LO SBARCO IN SICILIA. OLTRE LA CENSURA
Qualche mese dopo, la strana occasione. Il progetto viene recuperato e riadattato per un ex spazio industriale, convertito in sede espositiva comunale, dall’altra parte dell’Oceano. Siamo a Palermo, ai Cantieri Culturali alla Zisa, nel monumentale hangar chiamato Zac. Qui, il prossimo 10 luglio, sarà inaugurata “Hermann Nitsch- Das Orgien Mysterien Theater”, mostra sponsorizzata da Elenk’art e organizzata da ruber.contemporanea.
Dietro c’è lo zampino dell’assessore alla cultura di Palermo, Andrea Cusumano, che nella vita – in realtà – fa tutt’altro mestiere, col suo curriculum  internazionale maturato nel campo della musica, del teatro, della pittura, della performance. Un artista vulcanico, a fianco di Hermann Nitsch fin dal 1999, col ruolo di direttore principale dell’orchestra dell’Orgien Mysterien Theatre. Un background importante, messo al servizio del momentaneo ruolo istituzionale, in una città che di cultura e arte contemporanea ha fame, come non mai.

1984, Hermann Nitsch
1984, Hermann Nitsch

DAI COMMENTI SUI SOCIAL ALLA PETIZIONE ON LINE: ANIMALISTI ALLA CARICA
Così, dopo la mostra di Regina Josè Galindo, importata dal PAC di Milano, Zac si prepara ad accogliere un progetto ancora più duro, ancora più feroce. Tutto normale? Quando mai. Le polemiche scoppiano anche qua. Sulla pagina Facebook dell’evento è già tempo di invettive, proteste, malcontenti. Animali morti? Non sia mai. Per animalisti integralisti e spettatori dallo stomaco debole resta l’onta di un linguaggio incomprensibile, in cui non contano i tanti riferimenti a Sade, Freud, Bataille, Nietzsche, Artaud. Quel che conta, per certuni, è l’uso di creature innocenti – macellate dall’artista? recuperate da mattatoi? poco cambia – sacrificate sull’altare di un’arte “degenerata”. E quindi censurabile.
E mentre sui social il dibattito non si placa (“spero proprio non si arriverà a vedere un evento in cui viene glorificata la barbarie”, “Fermiamo questo scempio. Quando non hanno talento e idee valide, vogliono lo choc per farsi notare”, “se vi piace il sangue arruolatevi in una delle tante guerre”…), il 17 giugno è arrivata persino una petizione su Change-Org – “Cancellate la mostra di Hermann Nitsch a Palermo” – in cui viene trascritta per intero la “Dichiarazione universale dei diritti degli animali”. In un solo giorno le firme sono già 2000.
Assai improbabile che l’evento venga stoppato. Ma molti sono pronti a scommettere su un opening “caldo”, tra sit-in, manifesti, azioni di boicottaggio. Tutte cose a cui l’artista austriaco è più che abituato. Ma se c’è una città con cui – antropologicamente – si accorda il pensiero tragico di Nitsch, intitolato alla nostalgia del sacro, all’implacabilità della morte e alla ferocia dell’esistenza, quella città è proprio Palermo. Alchimie sotterranee, casuali, sovversive. Più forti di qualunque censura.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.