Nasce la Fondazione Antonio Ligabue. Da Gualtieri immagini dell’inaugurazione della grande antologica del pittore allestita da Mario Botta

La sede è il cinquecentesco Palazzo Bentivoglio, che vanta un originale progetto architettonico del ferrarese Giovan Battista Aleotti, oltre che un grandioso Salone dei Giganti. La città è Gualtieri, nella Bassa Reggiana, dove Antonio Ligabue (Zurigo, 1899-Gualtieri, 1965) visse gran parte della sua vita e dove morì, esattamente cinquant’anni fa. L’allestimento degli spazi, invece, è […]

La sede è il cinquecentesco Palazzo Bentivoglio, che vanta un originale progetto architettonico del ferrarese Giovan Battista Aleotti, oltre che un grandioso Salone dei Giganti. La città è Gualtieri, nella Bassa Reggiana, dove Antonio Ligabue (Zurigo, 1899-Gualtieri, 1965) visse gran parte della sua vita e dove morì, esattamente cinquant’anni fa. L’allestimento degli spazi, invece, è griffato da Mario Botta – ha accettato l’incarico dichiarando di sentire un “legame speciale” con il pittore, anch’esso svizzero – che ha scelto un percorso tinto di nero che fa da sfondo all’intensità cromatica delle opere di Ligabue collocate nell’antico salone riccamente affrescato.
È nell’intento di un dialogo feriale, semplice e diretto che risiede l’idea dell’allestimento, sottolineato dalla diagonale del muro espositivo nero che attraversa la pianta del Salone”, dichiara l’architetto. Un’antologica di oltre 180 dipinti del pittore per lungo tempo considerato “naïf” dalla critica e solo negli ultimi anni riscoperto e valorizzato: tanto da essere tra i protagonisti di numerose iniziative, in corso proprio in queste settimane, disseminate su tutta la Pianura Padana, da Mantova alla provincia di Parma.
Ma gli obiettivi della Fondazione Museo Antonio Ligabue – di cui questa è la mostra inaugurale – non si arrestano alla monografica completa aperta da oggi 30 maggio fino a novembre e a un pur ricco programma di mostre future. Lo scopo primario è, infatti, quello di condurre un’approfondita attività di ricerca e di rivalutazione critica su colui che a Gualtieri è ancora conosciuto come “Toni”, svincolandolo finalmente da una visione troppo limitativa di artista borderline e collocandolo a pieno titolo in un contesto di espressionismo italiano ancora poco noto.

Marta Santacatterina

Fino all’8 novembre 2015
Palazzo Bentivoglio
Piazza Bentivoglio, 36 – Gualtieri
www.comune.gualtieri.re.it

 

 

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.