A Zagarolo, vicino Roma, arriva Granpalazzo. Palazzo Rospigliosi ospita una nuova non-fiera d’arte contemporanea. Monitor e Federica Schiavo le gallerie organizzatrici

Una terra di nessuno che non è più Castelli Romani e non è ancora Ciociaria. Un posto relegato ad una pecoreccia notorietà cinematografica Anni Settanta, alla maniera di Franco Franchi, solo recentemente riscoperta dai foodies più estremi grazie ad un ineguagliabile farmer’s market che vi si svolge ogni domenica. Amato dagli appassionati del genere per […]

Una terra di nessuno che non è più Castelli Romani e non è ancora Ciociaria. Un posto relegato ad una pecoreccia notorietà cinematografica Anni Settanta, alla maniera di Franco Franchi, solo recentemente riscoperta dai foodies più estremi grazie ad un ineguagliabile farmer’s market che vi si svolge ogni domenica. Amato dagli appassionati del genere per un peculiare  Museo del Giocattolo. È la cittadina di Zagarolo, a mezz’ora dalla Capitale, che oggi si avvia a diventare famosa anche per l’arte contemporanea.
Succede infatti che nei sontuosi spazi di Palazzo Rospigliosi, nel cuore dell’acropoli zagarolese su uno zoccolo di tufo alto alto e stretto stretto, sta per nascere una nuova rassegna d’arte, Granpalazzo. Deciderete voi se chiamarla fiera, happening, mostra o kermesse. “Non si tratta di un’ordinaria fiera” ci spiegano gli organizzatori, “non vi sono application da compilare, non vi sono scrivanie sulle quali attendere potenziali clienti e contatti ma solamente gallerie rispettate che hanno voglia di mostrare i loro progetti e la loro ricerca“.

La locandina di Ultimo tango a Zagarolo

La locandina di Ultimo tango a Zagarol

Il focus proposto dai quattro organizzatori – tutti molto noti nel mondo dell’arte, Paola Capata, Delfo Durante, Ilaria Gianni e Federica Schiavo – pare voler puntare su una selezione di gallerie ospiti che facciano una ricerca laterale, lontana dalle tendenze del momento e dalle soluzioni facili. Ovviamente sia italiane sia internazionali. Gallerie che saranno invitate in un contesto il più intimo possibile, compatto: ognuna in una stanza e ogni stanza con due artisti al massimo, possibilmente in dialogo con gli affreschi e le grottesche del palazzo. Per un totale di 15 gallerie invitate che potranno salire, trovando gli appositi spazi tra le segrete del palazzo, fino a non più di 18/20. Il tutto per tre giorni, alla fine di maggio 2015: da venerdì 29 a domenica 31.
Vogliamo che sia un fine settimana da ricordare e raccontare, con dei tempi e dei modi di fruizione completamente diversi rispetto ai normali appuntamenti artistici internazionali. Ecco perché“, continuano gli organizzatori “cercheremo di attivare più collaborazioni possibili con il territorio, le sue vocazioni, anche la sua gastronomia“. Non mancherà un programma di eventi e performance – a cura di Ilaria Gianni – con una grande attenzione alle specificità del territorio zagarolese e dell’agro romano.
Persa la sua fiera d’arte contemporanea in città, in grande difficoltà per quanto riguarda i suoi musei, Roma e il suo sistema dell’arte imbastiscono così l’unica reazione possibile: territorio, accoglienza, magia, Grande Bellezza e suggestione di luoghi e atmosfere non replicabili a Miami o a Londra. Sei mesi di tempo, da adesso, per convincere i collezionisti e i galleristi a non farsi scappare l’opportunità.

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Redazione

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