Il format espositivo in tempi di crisi? Inaugurare la mostra, e chiuderla. Contemporaneamente. Accade ad Alghero, alla galleria Blublauerspazioarte

Si sa, la crisi – quella parola disgraziata di cui tutti noi ormai ci riempiamo la bocca, al bar con gli amici come in fila alle poste – intesa nella sua accezione semantica più ampia, è da sempre riconosciuta come uno dei principali inneschi per le idee e le innovazioni e ottimo carburante nell’antica arte […]

Si sa, la crisi – quella parola disgraziata di cui tutti noi ormai ci riempiamo la bocca, al bar con gli amici come in fila alle poste – intesa nella sua accezione semantica più ampia, è da sempre riconosciuta come uno dei principali inneschi per le idee e le innovazioni e ottimo carburante nell’antica arte dell’arrangiarsi. E il sistema dell’arte contemporanea non sfugge a questa logica. Nasce così ad Alghero, dove parlare di sistema dell’arte è evidentemente inappropriato, un format espositivo ideato nel 2012 da Roberta Filippelli, proprietaria della galleria Blublauerspazioarte, che con pazienza e dedizione è impegnata da ormai quattordici anni nel tirare avanti un’attività di ricerca e di promozione delle espressioni artistiche della contemporaneità.
Si chiamano Zip – Mostre lampo, e sono delle mostre della durata dell’opening: il tempo di fare un po’ di public relation, bere un bicchiere di vino e guardare i lavori in mostra, insomma. Perché ad Alghero, come probabilmente in molte altre città italiane, non c’è il tanto di tenere una mostra aperta cinque giorni su sette per un mese o più, perché è uno spreco di risorse ed energie, perché tanto nessuno (o quasi) compra. Perciò, per chi si trovasse ad Alghero, sabato 9 agosto dalle 19 alle 23, inaugura e chiude Nettuno, collettiva a cura di Mariolina Cosseddu, in cui Alessandra Baldoni, Raffaela Carcangiu, Pietro Di Lecce, Roberta Filippelli, Agnese Guido, Gianni Nieddu, Laura Santamaria, Patrizia Emma Scialpi, Chiara Seghene e Stefano Serusi si confrontano su vecchie e nuove religiosità.

– Marta Pettinau

 

 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.

4 COMMENTS

  1. la crisi è come quando in cucina non c’è quasi niente: escono fuori i piatti più buoni!

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