Arte contemporanea nelle Marche con il Caleidoscopio Festival di Camerano. Fotogallery dall’opening di una mostra che dialoga con il sacro

Nonostante la bella stagione si sia fatta desiderare, a Camerano il sole della cultura splende alto in cielo per tutta l’estate, fino all’autunno. Arte, danza, musica ed enogastronomia animano questo borgo medievale marchigiano tra le colline e il mare. Non poteva esserci nome più azzeccato, allora, per racchiudere tutto questo: entra nel vivo il Caleidoscopio […]

Se dico aria - Camerano, Caleidoscopio Festival

Nonostante la bella stagione si sia fatta desiderare, a Camerano il sole della cultura splende alto in cielo per tutta l’estate, fino all’autunno. Arte, danza, musica ed enogastronomia animano questo borgo medievale marchigiano tra le colline e il mare. Non poteva esserci nome più azzeccato, allora, per racchiudere tutto questo: entra nel vivo il Caleidoscopio Festival, partito lo scorso 28 giugno con la mostra “Rebecca ed Eliezer al Pozzo” a cura di Vittorio Sgarbi, proseguito con una mostra personale di Quirino Ruggeri a cura di Angelo Monaldi inaugurata il 13 luglio , ospitata nella suggestiva cornice della Grotta Ricotti e nella Sala Matteucci del Palazzo Comunale. Ed ora è la volta dell’arte contemporanea: con sei artisti internazionali coinvolti dal curatore Antonio D’Amico. Marcello Chiarenza,Chris Gilmour, Angela Glajcar, Kaori Miyayama,Medhat Shafik e Gianluca Quaglia sono le voci del coro che compongono la mostra Se dico aria, allestita in una location d’eccezione, la Chiesa di San Francesco a Camerano. Il tema è ovviamente quello dell’aria, inteso come spirito di leggerezza che sconfina nella libertà. Concetti che sottendono argomenti ambiziosi da sviscerare in una mostra che deve fare inevitabilmente i conti con il luogo sacro e con artisti di diverse culture e religioni. Si guarda con il naso all’insù un pianoforte di cartone sospeso in aria, fogli strappati e traforati, si entra in un’installazione fatta di cieli spezzati e rocce di carta; il peso diventa relativo e così un bosco si fa leggero se stampato su tessuti: tutta la mostra è un percorso dentro la chiesa e dentro ogni opera.

– Federica Mariani

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Federica Mariani
Classe 1982, Federica Mariani ha due lauree magistrali, una in storia delle arti e l’altra in economia delle arti conseguite presso l’Università Ca' Foscari di Venezia e ha collaborato per alcuni progetti con la Biennale di Venezia. Ha frequentato il Master Internazionale in Management dei Beni e delle Attività Culturali alla European School of Management di Parigi, sempre nella capitale francese ha lavorato per il centro d’arte digitale Le Cube e la Galleria Alberta Pane. Dal 2012 al 2019 ha lavorato per la Fondazione Marche Cultura come social media specialist. Si è occupata spesso di Street Art e ha collaborato con PopUp! Festival. Attualmente vive ad Anversa e lavora presso il Museum Hof van Busleyden di Mechelen. È giornalista dal 2006, scrive articoli sul mondo dell’arte contemporanea e realizza interviste a livello internazionale.