Musica, food, e tanta arte. Anzi videoarte. A Roma il festival di Villa Ada punta l’attenzione su quella orientale: dopo Giappone e Indonesia, ora spazio alla scena iraniana

Estate, stagione di festival, Luglio, soprattutto, con tante rassegne a tutte le latitudini, impegnate a ritagliarsi la propria specificità, per emergere da mare magnum e focalizzarsi sulla propria fetta di potenziale pubblico. Ma ce ne sono alcune che se ne scelgono più di una, di specificità: è il caso di Villa Ada Roma Incontra il […]

Estate, stagione di festival, Luglio, soprattutto, con tante rassegne a tutte le latitudini, impegnate a ritagliarsi la propria specificità, per emergere da mare magnum e focalizzarsi sulla propria fetta di potenziale pubblico. Ma ce ne sono alcune che se ne scelgono più di una, di specificità: è il caso di Villa Ada Roma Incontra il Mondo, che nel bellissimo parco della Capitale si presenta con un fitto programma che spazia dalla musica pop, electro, rock, folk, alla street food, alle arti visive. Fino al 31 luglio concerti di artisti come Almamegretta, Nouvelle Vogue, Diodato, Roma Brucia, Pierpaolo Capovilla, Muchachitos y Sus Compadres, Buzzcocks, Calibro, affiancati a performance culinarie di chef come Cristina Bowerman, Gianfranco Pascucci, Roy Caceres, ai gelati Carapina di Simone Bonini, al Food Lab con Chef Rubio, il 27 luglio.
L’Art Project Space è lo spazio dove si concentra Orienti – Visioni contemporanee, programma di video-proiezioni ed installazioni di artisti contemporanei asiatici diretto da Valentina Gioia Levy, con il contributo curatoriale di Elena Abbiatici e Naima Morelli. Dopo Giappone e Indonesia, dal 21 al 30 luglio è di scena la scena mediorientale, con un focus particolare su quella iraniana. Power Shakes. Iran e Medioriente – questo il titolo della rassegna, curata da Elena Abbiatici – presenta opere di Farid Bayan, Arash Irandoust, Haleh Jamali, Hiwa K, Avish Khebrehzadeh, Maziar Mokhtari, Moataz Nasr, Azadeh Nilchiani, Ehsan Shadmani. “Un codice stilistico e linguistico tanto semplice, quanto efficace per tematiche eterogenee: dalla circolarità temporale e spaziale dell’universo, alle ostruzioni di cui questi paesi sono vittima, da traumi tangibili e/o invisibili di relazioni sociali e/o interpersonali all’espressione estetica come esorcizzazione e salvezza”.

www.villaada.org

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.