Duecento top collectors mondiali, solo due italiani. Prada e Maramotti nell’Olimpo del contemporaneo stilato da ARTnews: c’è anche “l’altra faccia” di Damien Hirst

Non è un caso, che venga pubblicata sul numero di luglio della rivista ARTnews: perché trattasi di lettura “leggera”, adatta anche alla siesta sotto l’ombrellone. Lettura che può anche rivelarsi divertente, quella dei duecento maggiori collezionisti d’arte del globo, con tanto di annotazioni sulle origini delle rispettive fortune e sulle relative preferenze artistiche. Un po’ […]

La Famiglia Maramotti (foto Pino Guidolotti, 2001)

Non è un caso, che venga pubblicata sul numero di luglio della rivista ARTnews: perché trattasi di lettura “leggera”, adatta anche alla siesta sotto l’ombrellone. Lettura che può anche rivelarsi divertente, quella dei duecento maggiori collezionisti d’arte del globo, con tanto di annotazioni sulle origini delle rispettive fortune e sulle relative preferenze artistiche. Un po’ meno divertente – tanto per cambiare – lo è per gli italiani: visto che nella top 200, a parte una scontata metà abbondante di americani, ci sono 13 collectors che risiedono in Svizzera, 12 nel Regno Unito, 11 ciascuno in Germania e in Cina, 8 in Francia, e soltanto 2 in Italia. L’ennesima conferma del ruolo assolutamente marginale del nostro paese, anche in questo ambito.
Chi sono i due che salvano la faccia ai colori nazionali non è difficile indovinarlo: gli inossidabili Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, e la famiglia Maramotti, entrambi – come abbiamo già raccontato su Artribune – premiati quest’anno a New York con riconoscimenti per il loro impegno nella promozione dell’arte contemporanea. In che compagnia si ritrovano nell’elenco di ARTnews? 33 collezionisti sono nuovi per la lista, o vi ritornano dopo esserne usciti. Gli altri sono i più noti animatori del mercato mondiale, da Leonard Lauder – giusto per citare qualcuno – a Charles Saatchi, da Florence e Daniel Guerlain a Patricia Phelps de Cisneros, Benedikt Taschen, Alice Walton, Ely Broad, Francois Pinault, Roman Abramovich, Uli Seigg, Carlos Slim. E non stupisce di trovarvi Damien Hirst, notoriamente raffinatissimo collezionista, come visto nella recente mostra alla Pinacoteca Agnelli di Torino…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.