Dormire in una scultura di Antony Gormley. Per 2.500 sterline: la nuova opera dell’artista inglese a Mayfair è una camera d’albergo di lusso

In momenti di crisi finanziaria e austerità è spesso triste abitudine dei governi iniziare a tagliare fondi pubblici destinati alle arti: nemmeno l’Inghilterra, con la sua storia di opere e musei finanziati dal settore pubblico, è immune a questi tagli. Che direzione prende l’arte, l’artista, in questi momenti? Passa al privato. Non vale per tutti […]

In momenti di crisi finanziaria e austerità è spesso triste abitudine dei governi iniziare a tagliare fondi pubblici destinati alle arti: nemmeno l’Inghilterra, con la sua storia di opere e musei finanziati dal settore pubblico, è immune a questi tagli. Che direzione prende l’arte, l’artista, in questi momenti? Passa al privato. Non vale per tutti certo, e non si vuole generalizzare, però la nuova opera di Antony Gormley fa riflettere su questi argomenti e in generale sul rapporto tra l’arte e lo status quo. La cosa interessante è che la scultura in questione è in realtà una camera d’albergo: la struttura composta di cubi di cemento che assomiglia vagamente ad un robot un po’ retrò (e come la grande maggioranza delle opere di Gormley è modellata sul corpo dell’artista stesso) è infatti parte dell’hotel di lusso Beaumont Hotel, che aprirà a settembre nello sfarzoso quartiere centrale, regno di Bentley e di boutique – ma anche, sempre più, di grandi gallerie d’arte – che è Mayfair. A quanto pare l’interno è molto piccolo e richiama l’effetto di una cella monastica, però molto costosa, il prezzo per notte parrebbe essere intorno alle 2.500 sterline. Sogni d’oro, per l’appunto: nel frattempo se entrare nella scultura e fuori budget si può contemplarla dai giardini di fronte all’hotel e riflettere su come Gormley porta ad un nuovo livello la discussione sull’arte e il lusso…

– Victoria Genzini

 

 

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Victoria Genzini
Sono nata a Milano nel 1989, da mamma inglese e papà italiano, cosa che mi ha permesso di crescere con un piede a Londra e uno a Milano. Appena terminato il liceo mi sono trasferita a Londra, dove mi sono laureata in Criticism, Curation and Communication alla Central Saint Martins. Mentre frequentavo questo corso ho incontrato il curatore James Putnam, a cui ho fatto da assistente per un periodo, poi ho deciso di mettere in pratica quello che stavo studiando, curando mostre per amici artisti in vari luoghi di Londra, e in Italia, fondando il collettivo One Night Stand. Ho appena concluso un Master in Arte Contemporanea al Sotheby’s Institute, sempre a Londra, e ultimamente ho lavorato come assistente per la critica americana Sarah Thornton, da cui ho imparato moltissimo. Lavoro come curatrice free lance (ultimo progetto è stato alla Biennale di Marrakech 2014) e nel frattempo scrivo come columist per riviste di diversi Paesi europei.