Ancora Expo 2015, ancora progetti milionari. Prende il via il 1 luglio WE – Women for Expo, promosso con il Ministero degli Esteri e la Fondazione Mondadori: costerà 850mila euro

Non cessa di riservare spunti di interesse, l’analisi degli affidamenti e dei relativi impegni economici dell’Expo2015 di Milano: anche in ambito culturale, come abbiamo visto con la vicenda di Germano Celant, il quale per i “servizi per la Curatela e la direzione artistica” di un evento, pur grande e importante come l’Area Tematica “Food in […]

Non cessa di riservare spunti di interesse, l’analisi degli affidamenti e dei relativi impegni economici dell’Expo2015 di Milano: anche in ambito culturale, come abbiamo visto con la vicenda di Germano Celant, il quale per i “servizi per la Curatela e la direzione artistica” di un evento, pur grande e importante come l’Area Tematica “Food in Art”, risulta iscritto per la bella cifra di 750mila euro. Ma non si tratta di un caso isolato: già lo scorso 21 maggio, quando per primi noi di Artribune alzavamo il coperchio di questo ennesimo Vaso di Pandora italico, citavamo altri casi di stanziamenti molto consistenti per eventi legati all’Expo.
Fra questi c’erano gli 850mila euro che vedono come aggiudicatario la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, per la realizzazione del progetto Women for Expo. Chiariamo subito, come del resto facemmo nel caso di Celant: non commentiamo l’oggetto specifico dell’affidamento, visto che peraltro mancano quasi del tutti i parametri per poterlo fare. Non è chiaro, nei documenti reperibili sul sito dell’Expo, cosa questi stanziamenti andranno a pagare, in che termini, in che tempi, con quali modalità. E alla casella “Tipo di scelta fornitore” si assegna “Sponsorizzazioni e assimilabili”.
La nostra attenzione si concentra sull’entità della cifra – 850mila euro, budget raramente visibile nel nostro Paese per eventi culturali -, che comunque risulta avere un aggiudicatario, e anzi risulta anche erogato, per ben 160mila euro. E ora giungono maggiori dettagli, visto che il primo step di WE – Women for Expo prende il via domani, 1 luglio, con la pubblicazione del sito web che raccoglie i progetti, le notizie e gli appuntamenti. Un’iniziativa, si chiarisce, di Expo Milano 2015 in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. “Un network di donne che potranno esprimere e condividere il proprio pensiero sui temi del nutrimento non solo del corpo, ma anche della libertà e dell’intelligenza”. Una piattaforma digitale per raccogliere “interventi, ricette e pensieri delle donne di ogni angolo del pianeta sul tema del cibo e metterà in rete i progetti e le iniziative femminili in materia di alimentazione, sostenibilità e cooperazione”. Statement magari accattivante, ma alquanto generico, capace di giustificare poi un ampio raggio di soluzioni operative. Capace di giustificare anche costi di 850mila euro?

we.expo2015.org

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.