H. H. Lim, da Roma a Kuala Lumpur. Una personale alla galleria Wei-Ling Contemporary, ragionando sul tempo, il caos, gli oggetti e l’impermanenza

Per la serie italiani all’estero, stavolta parliamo di H. H. Lim. Che italiano è come se lo fosse:  di origini sino-malesi, è arrivato a Roma nel 1976, studiando all’Accademia di Belle Arti e poi muovendo nella Capitale i primi passi da artista.  Tra performance, pittura, video, installazioni, Lim ha sviluppato un linguaggio neo-concettuale in cui si fondono […]

H.H.Lim, The Beginning of Something, 2014 - Wei-Ling Contemporary, Kuala Lumpur

Per la serie italiani all’estero, stavolta parliamo di H. H. Lim. Che italiano è come se lo fosse:  di origini sino-malesi, è arrivato a Roma nel 1976, studiando all’Accademia di Belle Arti e poi muovendo nella Capitale i primi passi da artista.  Tra performance, pittura, video, installazioni, Lim ha sviluppato un linguaggio neo-concettuale in cui si fondono prospettive di tipo sociale, storico, biografico.
Lo scorso 17 febbraio la galleria Wei-Ling Contemporary di Kuala Lumpur ha inaugurato una sua personale dal titolo The Beginning of Something. Riflessioni sulla natura del tempo e il ciclo perpetuo della vita e della morte, intrise di suggestioni filosofiche orientali, dando forma al senso dell’imparmanenza, che annulla l’inizio e la fine in un unico ciclo ininterrotto. Una riflessione teorica che si concretizza nella fragilità e inconsistentiza delle cose qualunque, sottratite al quotidiano: oggetti del desiderio e del bisogno di possesso, qui tramutati in segni sulla carta, reperti transitori affastellati caoticamente sul pavimento a saturare lo spazio.
La grande tela denominata Hard Rain affida all’immagine grafica di una serie di elicotteri, in volo sotto la pioggia, la metafora della condizione umana:  essere nel mezzo di una tempesta, di nuovo tra il caos e la nebbia,  in viaggio verso l’equilibrio, la misura, l’essenza reale delle cose: l’omaggio dichiarato è al corto Sunshine through the Rain di Akira Kurosawa.
Circa diecimila chilometri da percorrere, dall’Italia alla Malesia, per raggiungere la mostra, che è aperta fino al prossimo 31 marzo. In aternativa, c’è la gallery da sfogliare, con un po’ di foto scattate durante l’opening. E per restare entro i confini nazionali, la data da segnarsi è quella del prossimo 20 marzo: Politicamente Parlando è la prima personale milanese di H. H. Lim, a cura di Giacomo Zaza, opsitata dalla Galleria Bianconi.

Helga Marsala

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www.weiling-gallery.com

 

 

 

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.