Tutti i numeri del MUSE di Trento. Oltre 240mila visitatori in sei mesi di apertura: il 44% sono famiglie, oltre 12mila sono under 26 anni

Ancora un bilancio, ma stavolta non c’entra niente l’anno appena concluso. Una ricorrenza c’è, ma sono sei mesi: quelli trascorsi dall’inaugurazione del MUSE, il Museo delle Scienze di Trento disegnato da Renzo Piano. Ed il primo dato è il più immediato, e anche significativo: 241.388 visitatori nel giro di sei mesi, cifra magari sostenuta dal […]

Il MUSE di Trento - foto Alessandro Gadotti

Ancora un bilancio, ma stavolta non c’entra niente l’anno appena concluso. Una ricorrenza c’è, ma sono sei mesi: quelli trascorsi dall’inaugurazione del MUSE, il Museo delle Scienze di Trento disegnato da Renzo Piano. Ed il primo dato è il più immediato, e anche significativo: 241.388 visitatori nel giro di sei mesi, cifra magari sostenuta dal battage dell’opening e della novità, ma comunque degne di un grande museo internazionale.
La sola affluenza del mese di dicembre è stata di 45.991 visitatori, con un picco nel weekend del 28-29 dicembre, con 6.340 biglietti staccati. Indicativi anche i dati percentuali sulla provenienza dei visitatori: 67% dall’Italia, da Trento il 12%, dalla regione Trentino il 19%. Da fuori regione il Veneto è al 35%, la Lombardia al 23%, l’Emilia Romagna al 14%, il Lazio al 6%. Fra i visitatori stranieri, in testa la Germania con il 35%.
Una componente importante della frequentazione del  museo è quella delle scuole: allo stato attuale le prenotazioni già registrate per l’anno scolastico in corso di laboratori didattici, visite guidate e altre proposte educative sono giunte a oltre 80mila unità. E dei 200mila biglietti staccati, il 44% è costituita dalla “Tariffa famiglia”, mentre i giovani, spesso la fascia di età meno incline alla frequentazione dei luoghi della cultura una volta terminato l’obbligo scolastico, hanno mostrato di apprezzare il museo e visitarlo con piacere: 12mila tra i biglietti staccati si riferiscono alla tariffa under 26.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.