Creativo si, giovane pure, ma #coglioneNo. Impazza in rete la campagna promossa dal collettivo ZERO: nel mirino il vizio di non retribuire lavori creativi e intellettuali

“Te lo dico onestamente, per questo progetto non c’è budget, però ti offro una grande occasione di visibilità”. È questa la frase che i creativi italiani si sentono ripetere più spesso, soprattutto se sono giovani. Come se la creatività non fosse una qualità per cui ricevere un compenso. Stanchi di questa prassi consolidata, i membri […]

Te lo dico onestamente, per questo progetto non c’è budget, però ti offro una grande occasione di visibilità”. È questa la frase che i creativi italiani si sentono ripetere più spesso, soprattutto se sono giovani. Come se la creatività non fosse una qualità per cui ricevere un compenso. Stanchi di questa prassi consolidata, i membri del collettivo Zero – fondato da Stefano De Marco, Niccolò Falsetti e Alessandro Grespan – ha lanciato la campagna di “sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi” #coglioneNo. Una serie di video che puntano il dito, con ironia e originalità, su un tema molto caldo tra gli addetti ai lavori. La campagna, oltre a denunciare l’assurdità di questa procedura, ne evidenzia tutte le contraddizioni. Perché il lavoro dell’idraulico, del giardiniere, dell’antennista viene riconosciuto come tale mentre un creativo viene pagato solo con la “visibilità”?
A essere ritratte, nei tre video on line, sono scene di vita reale, estremizzate negli aspetti più caricaturali dell’italiano medio – che parla di calcio, vip e social network – e che, al momento di pagare il conto, rifiuta con ingiustificata insolenza “sei giovane, hai fatto un esperienza, ti fa curriculum”. Una campagna che in poche ore sta raccogliendo numerosi consensi, soprattutto sui social, terreno fertile di queste iniziative, perché tocca un nervo scoperto di quel grande contenitore che è il mondo dei creativi in Italia. Artisti, designer, illustratori, grafici, architetti, musicisti, fotografi e attori condividono, chi più chi meno, la stessa condizione di sfruttamento perpetuo, ormai consolidato in Italia: “#coglioneNo è la reazione di una generazione di creativi alle mail non lette, a quelle lette e non risposte e a quelle risposte da stronzi. È la reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol. È la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento.
Questo gennaio ZERO vuole unire le voci dei tanti che se lo sentono dire ogni volta. Vogliamo ricordare a tutti che siamo giovani, siamo freelance, siamo creativi ma siamo lavoratori, mica coglioni”. Parole sante.

– Zaira Magliozzi

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Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.