Una “irrinunciabile” Nottenera. A Serra de’ Conti si spengono le luci, per cercare l’essenziale tra linguaggi creativi, territorio e comunità. Ecco una sfilza di foto

In mezzo alle tante Notti Bianche che illuminano l’estate, spunta pure la Nottenera di Serra de’ Conti, piccolo Comune in provincia di Ancona, un esempio di arte applicata al territorio in tutte le sue espressioni. Progetto di condivisione permanente, l’evento consumato nel cuore di una notte di fine estate, mette insieme l’idea di comunione della […]

Nottenera 2013, Serra de’ Conti

In mezzo alle tante Notti Bianche che illuminano l’estate, spunta pure la Nottenera di Serra de’ Conti, piccolo Comune in provincia di Ancona, un esempio di arte applicata al territorio in tutte le sue espressioni. Progetto di condivisione permanente, l’evento consumato nel cuore di una notte di fine estate, mette insieme l’idea di comunione della bellezza e un po’ di riflessioni su questioni complesse e radicali, affrontate attraverso lo strumento dei linguaggi creativi contemporanei, provando a spostare il senso ordinario del reale. Nottenera, in realtà, è un progetto che si snoda durante tutto l’anno, per concludersi con un festival compresso nell’arco di una sola nottata, sotto la direzione artistica di Sabrina Maggiori, già alla sua settima edizione.
Tema di quest’anno è l’”Irrinunciabile”. Mentre le luci si spengono e i cortili di case e spazi pubblici e privati si aprono, i visitatori possono scegliere tra proposte di musica, cinema, arti sceniche, arti visive, ma anche workshop, caffè filosofici, scienze e laboratori.
Irrinunciabile allora – è il caso di dirlo – è l’atmosfera che si crea fino alle prime luci dell’alba. Così come irrinunciabile è chiedersi, tra suoni, racconti e visioni: “che cosa è, davvero, essenziale?”.

 – Annalisa Filonzi

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Annalisa Filonzi
Laurea in Lettere classiche a Bologna, torno nelle Marche dove mi occupo di comunicazione ed entro in contatto con il mondo dell'arte contemporanea, all'inizio come operatrice didattica e poi come assistente alla cura di numerose mostre per enti pubblici e privati del territorio. Dell'arte mi interessano soprattutto i nuovi linguaggi e gli artisti che si fanno portavoce e anticipatori delle emozioni del nostro tempo: video, fotografia, street art, contaminazioni di linguaggi. Nel 2007 fondo l’associazione culturale GLAZonART per la quale curo la mostra “VIDEOGLAZ Mario Sasso e l’immagine elettronica” presso il Museo d’Arte Moderna di Mosca. Ora insegno di ruolo Lettere negli istituti superiori, alternando l’attività didattica a quella di critica, principalmente per la rivista Artribune, e di curatrice indipendente, per la quale collaboro con gallerie e festival come l’Associazione AOCF58 di Roma, il festival Nottenera di Serra de’ Conti e altre realtà del territorio. Dal 2013 curo il progetto dello spazio espositivo USB Gallery a Jesi (AN), una homegallery a cui ho dato vita nella mia abitazione e che gestisco nello spirito di assoluta libertà, ricerca e incontro insieme agli artisti ospitati, per dare forma alla complessità e alla profondità dei nostri tempi che solo l’arte contemporanea può indagare.