Una Statua della libertà per Bolzano. Arrivano i lavori di Danh Vo per la mostra di Museion: aspettando l’opening, alcuni scatti in anteprima dal backstage…

Che sensazione avranno provato gli operai statunitensi che nel 1883 accolsero su Bedloe’s Island le prime casse in arrivo dalla Francia, contenenti le parti della Statua della libertà? Forse, mutatuis mutandis, una sensazione simile a quella provata in questi giorni dallo staff di Museion a Bolzano nell’accogliere le opere di Danh Vo, per l’inaugurazione – […]

Che sensazione avranno provato gli operai statunitensi che nel 1883 accolsero su Bedloe’s Island le prime casse in arrivo dalla Francia, contenenti le parti della Statua della libertà? Forse, mutatuis mutandis, una sensazione simile a quella provata in questi giorni dallo staff di Museion a Bolzano nell’accogliere le opere di Danh Vo, per l’inaugurazione – venerdì 17 maggio – della sua personale Fabulous Muscles. Sì, perché l’artista di origini vietnamite, vincitore dell’Hugo Boss Prize 2012, presenta nelle sale del museo bolzanino la sua interpretazione della Statua della libertà: una copia fedele in scala 1:1 del colosso prodotto alla fine dell’800 da Frédéric Bartholdi e Gustave Eiffel.
All’epoca ci vollero più di 1800 casse trasportate via mare tra Francia e Stati Uniti, oggi tre tir per i 21 pezzi che verranno presentati in mostra; frammenti che, perso ogni riferimento all’intero, appaiono come misteriosi relitti astratti. Questi oggetti fanno parte del progetto We the people, attraverso cui Danh Vo dal 2011 mira a ricostruire l’intera statua; ma in mostra ci sono anche altre opere, intanto vi facciamo vedere qualche immagini del backstage, non mancheremo all’inaugurazione per nuovi aggiornamenti…

– Gabriele Salvaterra
Danh Vo
“Fabulous Muscles”
a cura di Letizia Ragaglia
Inaugurazione: venerdì 17 maggio 2013 – ore 19
Dal 17 maggio al 1 settembre 2013
Museion
Via Dante, 6 – Bolzano
www.museion.it

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Gabriele Salvaterra
Gabriele Salvaterra (Trento, 1984) è scrittore e mediatore culturale. Si laurea in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Trento con la tesi “Internet e nuove tecnologie nel settore museale. Ipotesi e strumenti per un approccio immateriale alla creazione del valore”. Lavora come collaboratore presso istituzioni museali e come redattore freelance per diverse riviste d’arte. Dopo aver collaborato con Exibart, attualmente scrive per Artribune e Espoarte. Ha curato e contribuito alla realizzazione di diverse mostre sia presso musei pubblici sia come curatore indipendente. Appassionato di storia dell’arte e della critica, equilibra le escursioni nel mondo artistico-culturale con una eterogenea militanza chitarristica nell’underground musicale tridentino.