Il volto pop del Medio Oriente. La designer libanese Rana Salam ospite del Film Middle East Now di Firenze. Venti d’Islam alla Strozzina

E’ il 1986 quando Rana Salam lascia Beirut. Si ristabilirà nella sua città solo dieci anni più tardi, dopo gli studi a Londra e le prime esperienze professionali. Un ritorno in patria il suo che diviene un “viaggio visivo” alla scoperta delle radici del Libano: un viaggio riproposto in una sala delle mostra “Un’idea di […]

Rana Salam

E’ il 1986 quando Rana Salam lascia Beirut. Si ristabilirà nella sua città solo dieci anni più tardi, dopo gli studi a Londra e le prime esperienze professionali. Un ritorno in patria il suo che diviene un “viaggio visivo” alla scoperta delle radici del Libano: un viaggio riproposto in una sala delle mostra “Un’idea di bellezza” al Centro Culturale Strozzina, nell’ambito di Film Middle East Now. Ospite d’onore della quarta edizione della manifestazione fiorentina, in corso fino a domenica 7 aprile, Rana Salam è oggi tra le più celebri designer e artiste del Medio Oriente: attiva sui fronti dell’hospitality, retail e product design e come art director, ha lavorato, tra gli altri, per The Victoria and Albert Museum e Paul Smith. Coautrice del volume “The secret life of Syrian Lingerie”, un’indagine sul ruolo della Siria come principale produttore di biancheria intima del Medio Oriente, Rana ha ideato la piattaforma di shop online www.mishmaoul.com. La sua mission? Scardinare i pregiudizi, culturali e visivi legati alla sua area di provenienza, prevalentemente associata a eventi drammatici. Attraverso la ricerca, il reimpiego e la combinazione di immagini, prese in prestito dalla vita quotidiana del Medio Oriente, ma anche dal cinema, dal packaging e dalla pubblicità di prodotti a larga diffusione, Rana Salam cura layout espositivi, arredi, stampe e progetti editoriali dal forte impatto. Contraddistinti da un vasto impiego del colore, i suoi lavori sono spesso riconoscibili anche per la presenza di rose, farfalle e pistacchi, elementi divenuti un segno distintivo che rappresentano anche una memoria della terra d’origine. Isolati e decontestualizzati, i dettagli di volti estratti da ritratti a mano delle pop star della seconda metà del secolo scorso, così come i particolari architettonici o decorativi ispirati dalle locandine dei film egiziani, divengono parte di un codice visivo inedito: è il caso dei Floating Stool progettati per un’azienda di arredamento di lusso di Dubai o dei fondali per le vetrine di Harvey Nichols a Londra.
A partire da sabato 6 aprile e fino al 27 aprile, gli oggetti ideati da Rana Salam saranno in esposizione (e in vendita) a Firenze, presso il “pop up shop”, progettato dagli architetti di Archivio Personale all’interno del concept store Societé Anonime.

Valentina Silvestrini

Societé Anonime – via della Mattonaia, 24 Firenze
www.ranasalam.com
www.middleastnow.it

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.