Entro fine mese il nuovo presidente. Grandi mostre in arrivo, anche per Francesco Vezzoli. E intanto il Maxxi chiude il bilancio 2012 grazie a nuovi contributi pubblici e sponsor privati, ma ancora cerca soci per la Fondazione

Alcune delle notizie ve le avevamo anticipate già ieri, ora arrivano le conferme ufficiali, con maggiori dettagli: il Commissario Straordinario del Maxxi Antonia Pasqua Recchia fa sul serio, e lancia una nuova era per il grande museo. Il nome “forte” di Maxxi Arte è ovviamente quello di Jeff Koons, le cui gigantesche sculture animeranno da dicembre […]

Jeff Koons - Celebrations - foto Re-Design

Alcune delle notizie ve le avevamo anticipate già ieri, ora arrivano le conferme ufficiali, con maggiori dettagli: il Commissario Straordinario del Maxxi Antonia Pasqua Recchia fa sul serio, e lancia una nuova era per il grande museo. Il nome “forte” di Maxxi Arte è ovviamente quello di Jeff Koons, le cui gigantesche sculture animeranno da dicembre piazza Boetti, mentre il 2013 sarà caratterizzato da un omaggio ad Alighiero Boetti e da una personale di Francesco Vezzoli. Significativamente incrementato anche il programma culturale del Maxxi Architettura, che nel 2013 vedrà tra le principali mostre Energetic Architecture, in collaborazione con ENI, che affronta il tema dell’energia e il suo impatto architettonico, e un percorso inedito tra i lavori del grande fotografo Luigi Ghirri.
Notevole l’impatto relativo all’ingresso di nuovi sponsor, da Autogrill alla Camera di Commercio di Roma, Cassina, Fendi, Terna, con la conferma del sostegno al Maxxi con nuovi contributi significativi da parte di Alcantara, Japan Tabacco International, Invitalia e Il Gioco del Lotto. Attenzione: la sponsorizzazione di Fendi, direzionata specificatamente sulla mostra di Koons, non ha nulla a che spartire con la possibilità che Fendi realizzi un suo edificio nel lotto del Maxxi (ne abbiamo parlato molto in passato), quella sarà una diversa partita di cui si occuperà il nuovo presidente.
In questi mesi l’attività del Maxxi non si è mai fermata – ha dichiarato Pasqua Recchia -. La crisi del bilancio e della governance, che ha portato il museo a perdere visitatori, è stata per me uno stimolo per rafforzare e arricchire l’offerta culturale con grandi nuovi eventi e con le molteplici iniziative di ricerca ed educative. I punti di forza sono stati le idee e le straordinarie professionalità presenti nel Maxxi. Queste credenziali mi hanno permesso di raccogliere il necessario sostegno economico dei nuovi sponsor e di alcuni sponsor precedenti che hanno aumentato il loro contributo”.
In realtà la situazione si è risolta oltre che per il buon lavoro del commissario, anche per una relativamente piccola ma significativa iniezione di denaro pubblico nel museo. Un milione in più dal Ministero e 400mila euro in più da parte della inspiegabilmente ancora attiva Arcus. Il motivo per cui si è riusciti a chiudere (venerdì scorso) il bilancio prevedendo addirittura un attivo di 1.400 euro è tutto qui. Ma se c’erano i soldi, allora, perché non sono stati mollati quando era Pio Baldi a chiederli, potrebbe domandare qualche maligno? A pensar male (le risorse sono state lesinate per favorire lo spoil system) si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca, anche se è sempre Antonia Pasqua Recchia a spiegare che “i denari sono arrivati negli ultimissimi mesi, prima non c’erano, sono frutto di assestamenti recentissimi e infatti abbiamo approvato il bilancio solo lo scorso 12 ottobre“.
Il commissario, dunque, saluta e se ne va. Entro il 31 ottobre ci sarà il nome del nuovo presidente e verrà composto il nuovo consiglio d’amministrazione della Fondazione Maxxi. Un consigliere dovrebbe essere di estrazione regionale (nel senso di Regione Lazio, o quel che ne resta) e dovrebbe rispondere al nome di Claudio Velardi, tutti gli altri dovrebbero essere ministeriali visto che il commissario non è stata nelle condizioni di trovare nuovi soci (tutti gli sponsor di cui si è parlato sono spot, sulla singola mostra). “I nuovi soci – ha spiegato Recchia – si trovano quando si può ‘vendere’ una sicurezza al partner, quando si conosce chi governerà una struttura, chi sono i referenti, i rappresentanti, il presidente: un commissario non può fare questo, solo creare le precondizioni affinché questo si realizzi“. Precondizioni che prevedono, però, una modifica dello Statuto della Fondazione che ancora non è completata: “ci sto lavorando ma, in un ipotetico tema in classe, ancora devo arrivare alla quarta facciata del foglio protocollo”, dichiara il commissario, lasciando intravedere un lavoro ancora da completare e confortandoci nella nostra speranza di vedere Antonia Pasqua Recchia tra i consiglieri d’amministrazione della nuova governance.
Si è parlato anche di pubblico, alla conferenza stampa che ha presentato i risultati del commissariamento. Il pubblico nei mesi della crisi al Maxxi è calato, ora è un po’ in risalita e le nuove mostre promettono un recupero (immaginatevi le mega sculture colorate in alluminio della serie Re-Design nella piazza del Maxxi a Natale…), ma la dirigenza del museo, Alessandro Bianchi in testa, pare accontentarsi di numeri che parlano di 300 o 400mila presenze all’anno. Si tratta di numeri assai deludenti. Il Maxxi è dotato di una architettura di grande richiamo, si trova in un quartiere dove ci sono strutture di grande richiamo (dallo Stadio Olimpico all’Auditorium di Renzo Piano), sta in una città i cui flussi turistici fanno apparire come una inezia questi numeri di visitatori. Occorre una svolta che purtroppo non è presente nelle pagine che il dossier-commissariamento ha dedicato al marketing ed allo sviluppo. Al nuovo presidente ed al suo staff il compito di raccogliere questa sfida fondamentale.

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