Chiude la stagione estiva dei festival, con quello forse più astratto, dedicato alla Filosofia. A Modena protagoniste sono le Cose: anche le “cose d’arte”…

Modena e la creatività liquida, quel “liquido” che introduce quasi il Festival Filosofia dove già nelle prime ore farà la sua eccellente apparizione la star delle scienze filosofiche, Zygmunt Bauman. Ma tra letture di classici, lectio magistralis, teatranti e performer, non mancano spunti anche per chi si occupa di arte contemporanea: un fermento speciale, per […]

Modena, Piazza Grande - foto Baracchi, Campanini

Modena e la creatività liquida, quel “liquido” che introduce quasi il Festival Filosofia dove già nelle prime ore farà la sua eccellente apparizione la star delle scienze filosofiche, Zygmunt Bauman. Ma tra letture di classici, lectio magistralis, teatranti e performer, non mancano spunti anche per chi si occupa di arte contemporanea: un fermento speciale, per la piccola città emiliana.  Nella sola giornata di venerdì inaugurano 22 mostre (ventidue!!!).
Dalle grandi monografiche – Edward Weston – alla valorizzazione dei patrimoni archivistici locali – Cose che si attaccano al cuore. La storia e il mito delle figurine Panini -, alla compenetrazione arte-musica – Sound Object -, fino alle gallerie d’arte che hanno scelto proprio il Festival per aprire le porte e proporre alla città i loro progetti. Inevitabile, davvero inevitabile, pensare: “In barba al terremoto!”. Al quale, e non poteva essere altrimenti, è dedicata una mostra: L’immanenza del terremoto. Un viaggio in Emilia tra le cose perdute, di Giovanni Chiaramonte.

– Marta Santacatterina

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.