Torna a Roma il Live Performers Meeting, alla sua undicesima edizione italiana. Ma non mancano le polemiche. Il Comune di Roma, infatti, ha negato la location all’ultimo…

Sono oltre cinquecento gli artisti coinvolti (da 41 Paesi diversi), tra musicisti, dj, videomaker e performer di ogni genere. LPM (Live Performers Meeting) sbarca a Roma per l’undicesima volta, riconfermandosi uno degli eventi più importanti e longevi nel settore del live video e della musica elettronica. Cinque giorni di mostre, performance e seminari, suddivisi su […]

Sono oltre cinquecento gli artisti coinvolti (da 41 Paesi diversi), tra musicisti, dj, videomaker e performer di ogni genere. LPM (Live Performers Meeting) sbarca a Roma per l’undicesima volta, riconfermandosi uno degli eventi più importanti e longevi nel settore del live video e della musica elettronica. Cinque giorni di mostre, performance e seminari, suddivisi su due location: il Planet Alpheus, 3mila metri quadri in zona Ostiense, e il Teatro Valle Occupato, in pieno centro. Le due sedi tuttavia, non erano quelle previste – l’evento doveva svolgersi al Macro Testaccio – e sono state annunciate solo pochi giorni fa, in un cambio di programma fulmineo e inatteso. Pare infatti, secondo quanto dichiarano gli organizzatori, nella persona di Gianluca Del Gobbo, fondatore e direttore artistico, che il Comune di Roma abbia promesso spazi e finanziamenti salvo poi rimangiarsi tutto in extremis: “a 40 giorni dall’evento, dopo riunioni, email, telefonate, tante promesse ricevute da Aprile 2011, e con l’evento fissato con fatica al Macro da Gennaio 2012, l’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Dino Gasperini non solo ci ha negato il contributo ma chiedeva 15.000 euro tramite una società privata per lo spazio, che sommati ad almeno altrettanti soldi per adeguare spazi privi di servizi, appariva ed era un vero e proprio boicottaggio al progetto.
Le polemiche e un’ondata di legittima indignazione non sono tardate ad arrivare, ma i ragazzi dell’LPM non si sono fatti scoraggiare né intimidire, reagendo con prontezza e spirito costruttivo. L’accaduto, tuttavia, deve far ancora una volta riflettere sullo stato preoccupante delle politiche culturali italiche, e in particolare, sui criteri di assegnazione di spazi, patrocini e finanziamenti. In questo caso, bisogna anche considerare che non stiamo parlando di un piccolo evento improvvisato, ma di un progetto nato dal basso e divenuto in pochi anni di rilevanza internazionale, un progetto che esiste dal 2000 e che dal 2011 è diventato il più importante evento del Progetto Cultura dell’Unione Europea.
Continua Del Gobbo nello stesso comunicato: “Queste forme di esercizio del potere non fanno altro che giustificare e valorizzare ulteriormente la legittimità di quegli spazi, come il Teatro Valle Occupato e il Nuovo Cinema Palazzo di Roma, il Teatro Coppola di Catania, Il Teatro Garibaldi Aperto di Palermo, l’Asilo della Conoscenza e della Creatività di Napoli, Macao di Milano che vengono restituiti alle città offrendo la possibilità di condividere le esperienze, scambiare i saperi, le pratiche e dove iniziative culturali vere possono prendere vita”.

– Valentina Tanni

Roma // 31 maggio – 3 giugno 2012
LPM 2012 – Live Performers Meeting
dalle 15:00 alle 04:00
Planet Alpheus
Via del Commercio, 36 Roma
Teatro Valle Occupato
Via del Teatro Valle, 21
2012.liveperformersmeeting.net

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.