Il 21.12.2012 si avvicina. Sarà davvero la fine o i Maya avevano cannato di brutto? Nell’attesa, un sito raccoglie immagini e scritti sul tema. Un archivio immateriale per i creativi che immaginano il futuro

Lo ricorderemo così, il 2012. L’anno dell’apocalisse, la metafora astrologica della crisi e dello sfacelo: la fine del mondo, quella profetizzata dai Maya, era diventata, sulla soglia tra il 2011 e il nuovo anno, una specie di ritornello popolare, la superstizione a cui nessuno credeva ma di cui tutti parlavano. A quattro mesi dall’ingresso del […]

Lo ricorderemo così, il 2012. L’anno dell’apocalisse, la metafora astrologica della crisi e dello sfacelo: la fine del mondo, quella profetizzata dai Maya, era diventata, sulla soglia tra il 2011 e il nuovo anno, una specie di ritornello popolare, la superstizione a cui nessuno credeva ma di cui tutti parlavano. A quattro mesi dall’ingresso del 2012 quasi non ci si scherza più. Eppure, la data malevola è scritta a chiare lettere, nell’antico calendario messicano: il 21 dicembre si concluderà l’età dell’Oro, il vecchio mondo sarà spezzato via e un’altra epoca avrà inizio, come da copione, nell’eterno trasmutare ciclico dell’esistenza.
Nell’attesa che la profezia di compia, qualcuno continua a ricamarci su, tra il serio e il faceto. Così è anche per il progetto www.ventuno12.com, che porta la firma dalla giovane torinese Raffaella Cavaletto, da dieci anni attiva nel campo dell’editoria. È lei ad avere lanciato questo cassetto virtuale, in cui raccogliere sogni, desideri, speranze per un futuro che, in barba alle superstizioni e alle paure del presente, si continua a immaginare e a coltivare. L’appello è a tutti i creativi italiani, a cui si chiede di inviare immagini, video, racconti, poesie, foto di oggetti di design. In un ipotetico domani post-apocalittico, il sito sarà la testimonianza immateriale di un mondo che non c’è più, custodita nell’imperituro world wide web. Oppure, una volta scampato il pericolo, continuerà a funzionare come ironico esperimento editoriale dedicato al tema, sempre incombente, della fine e della resurrezione.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.