Francesco Bonami consigliere di Stefano Boeri a Milano? Si parte con una mostra alla nuovissima (e contestatissima) Città delle Culture. Che, quindi, si occuperà di contemporaneo eccome

Comunicata così, a due giorni da Pasqua, rischia – anzi, più che un rischio è una certezza – di passare sotto silenzio, fagocitata da tavolate di agnelli e colombe varie: però la notizia è grossa, molto grossa. In primis perché si conferma che il travagliato progetto milanese della Città delle Culture all’ex Ansaldo, già dilaniato fra polemiche […]

Francesco Bonami

Comunicata così, a due giorni da Pasqua, rischia – anzi, più che un rischio è una certezza – di passare sotto silenzio, fagocitata da tavolate di agnelli e colombe varie: però la notizia è grossa, molto grossa. In primis perché si conferma che il travagliato progetto milanese della Città delle Culture all’ex Ansaldo, già dilaniato fra polemiche e interessi contrapposti ancor prima di veder la luce, potrebbe essere in fase avanzata di realizzazione: il che, per Milano, è già un grosso traguardo. Seconda cosa, perché l’hub culturale, la cui vocazione rischiava di restare indefinita, con il sindaco Pisapia fermo sul rispetto assoluto ed esclusivo dell’originaria vocazione “terzomondista”, tanto da portare l’assessore Boeri ad un passo dalle dimissioni, si occuperà invece, come da quest’ultimo proposto, anche di arte contemporanea, e Dio solo sa quanto Milano di ciò abbia bisogno.
E la notizia si completa anche con la conferma che a presidiare il comparto contemporaneo nella nuova struttura ci sarà un nome “pesante” come quello di Francesco Bonami. E infatti lo spunto di tutto è il via dato dal critico alla selezione di progetti artistici per la mostra This is my family, che dal 30 maggio al 3 giugno vedrà il polo museale aperto in anteprima per l’occasione. E qui non si può non notare qualche coincidenza, magari del tutto casuale e comunque applicata a situazioni diversissime, con il progetto Family Business che impazza a New York a firma Gioni & Cattelan. Oltre al nome scelto per la mostra, con questo “family” ricorrente e da un po’ sulla bocca di tutti, c’è la modalità a ricalcare quasi pedissequamente quella dell’ultimo step della prima mostra newyorkese, con l’open call lanciata con successo da Hennessy Youngman.
Anche Bonami infatti procede con una chiamata pubblica: invitando “artisti provenienti da tutto il mondo a partecipare presentando la propria visione della famiglia del terzo millennio”. Curiosa coincidenza, per un progetto di ampio respiro: “possono partecipare artisti riconosciuti, giovani, emergenti, di ogni nazionalità, che si esprimano tramite video, fotografie o registrazioni audio”. Per una mostra che “vuole stimolare una riflessione sull’evoluzione dei valori legati alla famiglia contemporanea indagando sul concetto stesso di famiglia nelle sue svariate declinazioni a livello internazionale”. I lavori raccolti saranno oggetto di una valutazione da parte di Bonami, e le migliori opere selezionate potrebbero essere esposte anche in un’altro progetto espositivo molto più ampio,The Human Family, che si terrà nell’autunno 2012 all’interno del polo progettato da David Chipperfield. La deadine per la consegna? Strettissima, il 30 aprile 2012.

Per informazioni: [email protected]

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