New York Updates: ma la vera domanda di questa art week è la seguente. Gliela farà o non gliela farà l’Armory Show?

La fiera che si tiene lungo i moli dell’Hudson River forse non è definibile “in crisi”, ma senz’altro è sotto attacco. Da molteplici parti. Innanzitutto pare avere perduto il sostegno delle gallerie della città, specie quelle più influenti (al di là della potenza economica). “Armory è una fiera del cavolo che sta in un posto […]

La fiera che si tiene lungo i moli dell’Hudson River forse non è definibile “in crisi”, ma senz’altro è sotto attacco. Da molteplici parti. Innanzitutto pare avere perduto il sostegno delle gallerie della città, specie quelle più influenti (al di là della potenza economica). “Armory è una fiera del cavolo che sta in un posto del cavolo” ci dice un gallerista che chiede di restare anonimo e che pronuncia altro al posto di “cavolo”. E continua “noi non la facciamo più. Tanto c’è Independent. E poi c’è Frieze a maggio, no?”. Eccola la situazione. Eccolo il sentiment reale delle gallerie newyorkesi. Fatevi un giro per Chelsea e non troverete neppure a pagarlo il materiale di comunicazione dell’Armory Show: sui desk delle gallerie, dalla 18esima su su fino ai limiti delle Hudson Yards, solo i leaflet di The Art Show e di Frieze, super presente dovunque a livello di comunicazione in attesa del grande debutto tra due mesi.
La verità è che Armory rischia grosso. Ha una concorrenza di diverso tipo. Sia contemporanea a se stessa (insidiata “da destra” dal The Art Show, la fiera di lusso organizzata invece in un posto chic in un quartiere chic ad uptown e insidiata “da sinistra” da Independent, la fiera gggiovane organizzata in un posto cool in un quartiere cool a Chelsea), sia dilatata nel tempo con i londinesi di Frieze che annunciano una trionfante marcia su New York alla quale molti dimostrano di credere. Sta all’Armory Show, in partenza in queste ore, tentare un complicato rilancio…

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