Coniglioviola cerca contributi critici per un art-book. Pirata, accampato o artista? Il Pirate-Camp passa dalla pratica alla teoria

Sembrava un giochino, l’ennesima provocazione dell’artista di turno. Una trovata per attirare l’attenzione su di sé, nel marasma dell’ultima Biennale di Venezia, risucchiata dalla polemica fatta ad arte del Padiglione Italia. E invece il Pirate Camp/the Stateless Pavillion, campeggio itinerante per artisti dell’ex duo Coniglioviola (è rimasto solo Brice Coniglio a tenere in piedi il […]

Brice Coniglio in versione pirata

Sembrava un giochino, l’ennesima provocazione dell’artista di turno. Una trovata per attirare l’attenzione su di sé, nel marasma dell’ultima Biennale di Venezia, risucchiata dalla polemica fatta ad arte del Padiglione Italia. E invece il Pirate Camp/the Stateless Pavillion, campeggio itinerante per artisti dell’ex duo Coniglioviola (è rimasto solo Brice Coniglio a tenere in piedi il progetto artistico), non solo è diventato subito un evento ufficiale della 54ma Biennale, ma si è strutturato nel tempo come un vero programma di residenza, con tanto di sponsor (Fondazione Cariplo) e collaborazioni istituzionali (l’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Venezia, Art Enclosures – Residencies for visiting international artists in Venice a residency program for international artists, il Comune di Torino e il GAI).
Ora, l’associazione culturale Kaninchen-Haus – dietro cui si nasconde sempre Coniglioviola – dopo aver ideato questo artist-camp, destinato a offrire ospitalità a giovani artisti internazionali, ne ha pensata un’altra. Ed ecco arrivare un bando, rivolto a curatori e studiosi di ogni età e provenienza, per la raccolta di contributi critici da pubblicare in Pirate Camp Reader, un volume dedicato all’approfondimento dei temi legati al progetto. Gli autori saranno selezionati a fronte dell’invio (alla mail [email protected]) di un abstract di max 800 parole, che rifletta sul parallelismo pirata-accampato-artista e sulla condizione ambivalente di extraterritorialità (quella del pensiero, oltre che della residenza fisica). Il tutto da affrontare secondo la prospettiva positiva dell’indipendenza rispetto a un sistema, ma anche in chiave negativa, ragionando sui concetti di marginalità e invisibilità. Per partecipare c’è tempo fino al 30 marzo.

– Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).