Chi vuole diventare curatore di Villa Croce? Finalmente da Genova arriva il sospirato bando. Si guadagna poco? No, pochissimo. Ma vale la pena

La ricerca è per una figura che “duri” in carica due anni e che ricopra il ruolo di curatore. Il quadro è quello del rilancio -anzi, la rinascita- del Museo di Villa Croce, stupenda struttura genovese che ha passato negli scorsi mesi alcune vicissitudini poco piacevoli. Alla paventata chiusura dello spazio si è opposta tuttavia […]

Il Museo di arte contemporanea di Villa Croce e la sua bella palazzina ottocentesca, sospesa sul mare di Genova

La ricerca è per una figura che “duri” in carica due anni e che ricopra il ruolo di curatore. Il quadro è quello del rilancio -anzi, la rinascita- del Museo di Villa Croce, stupenda struttura genovese che ha passato negli scorsi mesi alcune vicissitudini poco piacevoli. Alla paventata chiusura dello spazio si è opposta tuttavia una reazione forte, durante lo scorso anno, del milieu intellettuale e culturale della Superba: raccolte di firme, presenza sui quotidiani locali e petizioni a gogo. La cosa interessante è che, in questo caso, come riportammo lo scorso gennaio, la mobilitazione degli indignados dell’arte è andata non bene, ma benissimo: il comune si è svegliato, si è firmato un protocollo di intesa tra amministrazione e Fondazione Palazzo Ducale (la più significativa istituzione culturale cittadina, con uno statuto in grado di avere maggiori margini di manovra rispetto all’ente retto ancora per pochi mesi dalla sindaco Vincenzi) e si è istruito un processo che oggi porta alla pubblicazione di un bando per la ricerca di un curatore. Proprio quello che galleristi, artisti e uomini di cultura chiedevano.

Ma insomma, cosa dice il bando? Dice che la figura ricercata deve conosce l’arte internazionale, deve sapere di fund raising e dunque deve contribuire fattivamente a trovare i quattrini con i quali il museo si sosterrà e organizzerà mostre. Quattrini per lui, per il curatore, invece, ce ne saranno davvero pochi. Perché, diciamo la verità, con 40mila euro lordi si fa fatica anche a pagarsi l’affitto benché Genova non sia Londra, ma tant’è: la posta in gioco è quella di salvare un museo d’arte contemporanea ormai storico del paese (è stato fondato nel 1985, giusto un anno dopo il Castello di Rivoli) che pareva ormai spacciato.

Ci sarà una prova scritta (la simulazione di budget annuo per il test sarà di 100mila euro: nessun volo pindarico neppure nella finzione dell’esame), una prova orale e poi il curatore, presumibilmente da giugno 2012, entrerà in carica. Nonostante la paga da austerity ci sarà la corsa dai quattro capi del paese per partecipare? E’ molto molto probabile di sì..

 

Qui il bando

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