Chi erano i curiosi che sono andati a scoprire il mistero romano della mostra ICKU di Giovanni de Angelis? Ecco chiccera venerdì alla galleria Co2

La campagna di viral marketing aveva incuriosito un po’ tutti, perché raramente una mostra-in-galleria viene promossa con tecniche di comunicazione di questo genere. Mistero, attesa, dubbi, ipotesi. E un brand, ICKU, di cui si prometteva il disvelamento durante l’opening di una mostra nella galleria CO2 di Roma. L’attesa poi ha avuto, malgrado tutto, un surplus […]

La campagna di viral marketing aveva incuriosito un po’ tutti, perché raramente una mostra-in-galleria viene promossa con tecniche di comunicazione di questo genere. Mistero, attesa, dubbi, ipotesi. E un brand, ICKU, di cui si prometteva il disvelamento durante l’opening di una mostra nella galleria CO2 di Roma. L’attesa poi ha avuto, malgrado tutto, un surplus dovuto alla serie di nevicate che hanno consigliato lo spostamento dell’apertura di una settimana. L’inaugurazione si è definitivamente svolta venerdì 10 febbraio nonostante una ulteriore nevicata, nevicata che però ha aiutato a contestualizzare una mostra il cui progetto ha preso avvio nelle gelide atmosfere baltiche di Riga.
Ed ecco così svelato il mistero. ICKU si rivela una sigla (I Can Kill You), l’intreccio orchestrato da Giovanni De Angelis (Napoli, 1969) e dalla curatrice Costanza Paissan (coppia già vista al Macro con una mostra sui temi della gemellarità) parla di morte, di armi, di società. Una rivoltella viene inserita in un contesto sociale. I protagonisti vengono ritratti dai foto-dittici mentre impugnano l’arma contro l’obbiettivo fotografico e mentre sono calati nel loro normale ambiente di vita. Chiccera, nonostante la neve, a scoprire il progetto lettone di De Angelis? La risposta nella fotogallery qui sotto…

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