Propheta in patria. Sarà Massimiliano Gioni a dirigere la Biennale del 2013: il più giovane direttore di sempre. E forse il miglior direttore possibile

In un momento in cui nessuno pensava alla Biennale, almeno alla sezione Arti Visive, da Venezia arriva una vera e propria bomba atomica: Massimiliano Gioni è stato nominato direttore per l’edizione del 2013. Una nomina che racchiude in se alcuni primati: mai un direttore -al netto delle riconferme- ha avuto così tanto anticipo per organizzare la […]

Massimiliano Gioni (foto Marco De Scalzi)
Massimiliano Gioni (foto Marco De Scalzi)

In un momento in cui nessuno pensava alla Biennale, almeno alla sezione Arti Visive, da Venezia arriva una vera e propria bomba atomica: Massimiliano Gioni è stato nominato direttore per l’edizione del 2013. Una nomina che racchiude in se alcuni primati: mai un direttore -al netto delle riconferme- ha avuto così tanto anticipo per organizzare la sua rassegna; inoltre si tratta del più giovane direttore della storia della Biennale. Battendo peraltro un record recente: Daniel Birnbaum diresse la biennale a 46 anni e piazzò il primato; Gioni, nato a dicembre del ’73, la dirigerà a 39 anni. Guinness assoluto e fragorosa risposta ad un’Italia vista come paese per vecchi che con questa nomina tenta un riscatto morale e culturale con un 2013 che diventa a questo punto anno simbolo, snodo cruciale della storia contemporanea di un paese ad oggi ancora sull’orlo del fallimento. Non solo finanziario. A Gioni il compito di essere tassello di questo mosaico.
Prima considerazione: un italiano torna alla guida della kermesse dopo dieci anni, da quando l’onore toccò a Francesco Bonami, che nel 2003 coinvolse in un ruolo centrale proprio il giovanissimo Gioni, responsabile della sezione La Zona. “La Biennale – ha dichiarato il presidente Paolo Baratta – ha voluto nominare con congruo anticipo il nuovo Direttore, e fra le possibili soluzioni in campo internazionale ha individuato in Massimiliano Gioni una personalità, giovane, che ha già accumulato importantissimi incarichi che egli ha svolto in modo da conquistare autorevolezza tra gli artisti e i critici di tutto il mondo”.
Sulle qualità di Gioni, e sulla sua capacità di affrontare l’impegno al meglio, non c’è alcunché da discutere: si tratta probabilmente del curatore italiano attualmente meglio inserito nei gangli più vitali del sistema globale del contemporaneo, forte di una posizione di prestigio come Associate Director del New Museum di New York, e di moltissime esperienze analoghe, dall’organizzazione della quinta edizione della biennale d’arte itinerante Manifesta (2004), alla quarta Biennale di Berlino (2006), fino all’ottava Biennale d’Arte di Gwangju in Sud Corea, nel 2010. È Direttore Artistico della Fondazione Nicola Trussardi di Milano dove ha appena curato una riuscitissima mostra di Pipilotti Rist. Tutti ruoli che manterrà nonostante il nuovo clamoroso incarico? Vedremo.
L’incarico a Gioni, votato a maggioranza (non c’è stata l’unanimità), dopo che il consiglio ha esaminato una rosa di nomi papabili, non è l’unico deliberato nell’odierna seduta del Cda della Biennale: Ivan Fedele è stato infatti nominato Direttore del Settore Musica per il quadriennio 2012-2015, Àlex Rigola, già Direttore del Settore Teatro negli anni 2010-2011, è stato confermato per il biennio 2012-2013, Ismael Ivo, già Direttore del Settore Danza dal 2005 al 2011, è stato confermato per l’anno 2012. Ma il colpo grosso resta questo delle Arti Visive: il pungente graffio sferrato da Paolo Baratta dopo il goffo tentativo del precedente governo di disarcionarlo. In questo governo, per contro, Lorenzo Ornaghi, Ministro della Cultura, e Salvo Nastasi braccio e mente della macchina ministeriale, non dovrebbero far altro che prendere atto della fuga in avanti di Baratta e nominare il curatore del Padiglione Italia a stretto giro. Per consentire anche a lui di poter lavorare con rapidità ad un progetto di caratura internazionale, che da troppi anni manca al nostro padiglione nazionale. Paesi come la Francia, ricordiamolo, hanno già espresso non solo il curatore, ma già l’artista che prenderà parte tra un anno e mezzo alla kermesse lagunare.

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