London updates. Presentata la nona edizione di Manifesta, la biennale europea meno convenzionale. E non c’è solo l’arte contemporanea…

Il curatore capo di Manifesta, il messicano Cuauhtémoc Medina (coadiuvato da Katerina Gregos e Dawn Ades) ha più volte sottolineato, durante un incontro con la stampa svoltosi oggi a Londra, che la mostra è ancora tutta in progress. Se la location, il team e anche il concept sono ormai certi, è ancora in lavorazione la […]

Il curatore capo di Manifesta, il messicano Cuauhtémoc Medina (coadiuvato da Katerina Gregos e Dawn Ades) ha più volte sottolineato, durante un incontro con la stampa svoltosi oggi a Londra, che la mostra è ancora tutta in progress. Se la location, il team e anche il concept sono ormai certi, è ancora in lavorazione la lista degli artisti, soprattutto per quanto concerne quelli storici. Avete capito bene, a Manifesta 2012 non ci saranno soltanto opere contemporanee ma anche un nutrito corpus di opere del 18esimo, 19esimo e 20esimo secolo (con nomi come Monet e Turner). Lavori che potrebbero essere difficili da ottenere in prestito, e sui quali dunque c’è ancora una certa cautela.
Il tema della nona edizione dell’evento, che si terrà da giugno a settembre del prossimo anno a Genk, in Belgio, prende spunto dalla storia del luogo – una regione caratterizzata storicamente dalla presenza di numerose miniere di carbone – indagando la storia dell’industrialismo visto come momento nascente del capitalismo moderno. Per la prima volta nella sua storia, tra l’altro, la mostra sarà allestita in una singola sede, l’ex complesso minerario di Waterschei, che a detta dello staff, non subirà pesanti interventi di restauro o aggiunte architettoniche evidenti. Infine, tutti e tre i curatori hanno espresso la volontà di “ripensare il format delle biennali”, e va letta in questo senso la scelta di limitare il numero degli artisti (quelli contemporanei saranno circa 35) e concentrare la mostra in una sola sede. L’intenzione è quella di costruire un evento dal ritmo più “lento”, con contenuti ridotti rispetto alle precedenti edizioni, ma un’impronta curatoriale e di ricerca più meditata.
È stato infine presentato il nuovo staff di Manifesta Journal, magazine ufficiale dell’evento, composto da Natasa Petresin-Bachelez (chief editor) e Virginie Bobin (associate editor). Il giornale quest’anno non sarà soltanto in edizione cartacea ma anche online e l’accesso ai contenuti sarà gratuito.

– Valentina Tanni

www.manifesta9.org

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.