E dopo i Compassi d’Oro? La “sbandata” di Roma per il Design continua. Con un finissage speciale della mostra dallo IED alla Pelanda…

La ricerca dei progetti in mostra è incentrata sulle relazioni che le persone hanno con lo spazio pubblico, sui cambiamenti che le nostre città metropolitane hanno subito e di conseguenza sulle trasformazioni che il design può assumere per migliorare la qualità di vita dei cittadini. Dall’arredo urbano al co-housing, dal turista al residente, il progetto […]

Susanna Mazzilli e Sara Paludi - Bucky Ball

La ricerca dei progetti in mostra è incentrata sulle relazioni che le persone hanno con lo spazio pubblico, sui cambiamenti che le nostre città metropolitane hanno subito e di conseguenza sulle trasformazioni che il design può assumere per migliorare la qualità di vita dei cittadini. Dall’arredo urbano al co-housing, dal turista al residente, il progetto abbraccia tutte le persone che vivono la città e tutti gli strumenti e gli oggetti con cui si interfacciano per fruire al meglio lo spazio pubblico.
Per chi si la fosse perso l’ultima puntata del nuovissimo feeling fra Roma e il Design – canonizzato con la trasferta capitolina dei Compassi d’Oro, e ora con il progetto Meet People ai Mercati di Traiano, un mese di incontri con designer e imprenditori che arricchiscono la mostra Design, una storia italiana -, c’è ancora una chance per vedersi Nuovo design per nuove relazioni, la mostra organizzata dalla sede romana dello IED, in collaborazione con ADI e Collezione Compasso d’oro, che ha occupato gli spazi della Pelanda al Macro Testaccio dal 6 settembre. Domani 21 settembre, in occasione del finissage, ci sarà infatti un evento interattivo co-playing, un vero e proprio gioco di carte in cui progettisti, studenti e semplici passanti potranno sfidarsi sulle tematiche dell’esposizione. Giocare per credere.

Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.