Scintille contemporanee a Londra. Tre serate di aste, svettano Basquiat e Bacon

Dopo il break di Art Basel e il primo round di aste di Arte Moderna, a Londra è la volta delle aste di arte contemporanea. Ad aprire le danze è Phillips de Pury, che lunedì 27 giugno totalizza 16.9 milioni di dollari per 27 lotti su un totale di 31 presentati, raddoppiando la vendita dell’anno […]

Francis Bacon – Crouching nude

Dopo il break di Art Basel e il primo round di aste di Arte Moderna, a Londra è la volta delle aste di arte contemporanea. Ad aprire le danze è Phillips de Pury, che lunedì 27 giugno totalizza 16.9 milioni di dollari per 27 lotti su un totale di 31 presentati, raddoppiando la vendita dell’anno precedente che si era arrestata ai 5.9 m (+189%!). Due i record segnati per gli artisti, sei i lotti che hanno oltrepassato il milione di dollari, e Basquiat che ha brillato su tutti, con un Self-portrait che raggiunge i 3.2 m, dopo essere stato venduto nel novembre 2003 per 647.500. Il secondo posto se l’è guadagnato Mark Tansey con il dittico Library (of Babylon), venduto al telefono per 1.8 m.
Il successo della vendita si può attribuire al fatto che le 5 opere più clamorose erano coperte da garanzia, fatto che ha assicurato opere di qualità, e dalla nuova sede al Claridge’s Hotel, il posto preferito di molti super ricchi, che ha ospitato la vendita nella sfarzosa sala da ballo. Da Phillips de Pury si ha l’opportunità di comprare giovani artisti, come ad esempio Jacob Kassay, che con la sua opera Untitled del 2009 ha più che triplicato la stima. Beatriz Milhazes continua a veder crescere il proprio mercato, con la vendita di O Moderno a 1.1 milioni di dollari, battendo il suo record precedente di 900mila del 2008. La tendenza registrata da Phillips de Pury è comunque il richiamo a collezionisti con budget limitato ai “soli” 2 milioni, con opere che rientrano in questa categoria pur mantenendo un’offerta di qualità.
Il 28 giugno è la volta di Christie’s, che vede il dipinto di Francis Bacon, Study for a Portrait del 1953, raggiungere i 28.7 milioni di dollari, il secondo prezzo più alto mai pagato per un’opera venduta dalla casa londinese. La vendita ha totalizzato 125.7 milioni di dollari, superando la stima prevendita, diventando la seconda vendita maggiore in Europa in questa categoria, battuta solamente dalla vendita di giugno 2008, alimentata dal periodo di bolla.
5 artisti segnano il proprio record personale, sono aggiudicate 53 opere su 60, 25 sorpassano il milione di dollari e i protagonisti della serata restano i compratori europei (59%), seguiti da USA, Medioriente e Asia. Tra i lotti della serata, la collezione di Kay Saatchi che totalizza 6.2m. Nella collezione, cinque dipinti di Lucian Freud, tra cui Rabbit on a Chair del 1944, venduto per 1.6 m, oltre il triplo della stima minima, e Woman Smiling del 1958-59, venduto 7.5 m, anch’esso raddoppiando la stima.

Sigmar Polke

Peter Doig segna il suo record con Red Boat (Imaginary Boys) del 2003-04, per 9.8 milioni di dollari, così come Miquel Barcelo con Faena de Multeta del 1990, venduto per 6.3 m e il gruppo scultoreo Esquina Positiva di Juan Munoz, aggiudicato per 5.4 m.
Scintille anche la vendita da Sotheby’s il 29 giugno, che totalizza 174 milioni di dollari, ben al di sopra delle aspettative, stabilendo il totale più alto mai raggiunto a Londra per un’asta di contemporaneo. 45 opere sono battute oltre il milione di dollari, tra cui il top lot di Francis Bacon, Crouching Nude, aggiudicato per 13.3 m, mentre al secondo va posto un autoritratto di Jean-Michel Basquiat battuto per 8.6 m. Durante la serata presentata la collezione Duerckheim che totalizza 96.6 milioni di dollari, composta da arte tedesca degli anni ‘60 e ‘70 con artisti come Gerhard Richter, Georg Baselitz, Blinky Palermo, e Sigmar Polke.
Nuovi record sono segnati per gli artisti Blinky Palermo, Sigmar Polke, Eugen Schönebeck, Markus Lüpertz e Georg Baselitz. Il grande collezionista greco Mavrommatis, che la settimana scorsa ha fatto numerosi acquisti alle aste di Arte Moderna, questa volta si presenta come venditore di due lotti. L’opera di Christopher Wool è aggiudicata a Larry Gagosian per 3.3 m, mentre un altro Basquiat viene venduto per 2.4 m al gallerista parigino Belchatowski che afferma: “Basquiat è difficile da trovare nel mercato, e in mani private i prezzi sono folli, quindi  questo è un ottimo investimento”.
Vista la sempre maggiore volatilità del mercato azionario, l’arte di qualità in questo mese ha dato la conferma di essere uno strumento di investimento prediletto dai collezionisti europei, mettendoli al riparo dalle fluttuazioni improvvise dei prodotti borsistici.

Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.